Perugia volta pagina: via libera in Commissione per il nuovo Piano Regolatore «Superiamo lo strumento di vent’anni fa»

Approvato all’unanimità l’ordine del giorno firmato da Arcudi, Tuteri e Calzoni. Maggioranza e opposizione convergono sulla necessità di ridisegnare lo sviluppo della città tra rigenerazione, stop al consumo di suolo e rilancio delle frazioni

(Perugia) Progettare la Perugia del futuro superando un modello urbanistico ormai figlio di un’altra epoca. La Commissione consiliare competente di Palazzo dei Priori ha approvato l’Ordine del Giorno presentato dai consiglieri Nilo Arcudi (Perugia Civica), Emanuele Tuteri e Chiara Calzoni, che impegna formalmente il Comune ad avviare l’iter per la redazione di un nuovo Piano Regolatore Generale (PRG).

L’atto, nato tra i banchi dell’opposizione ma trasformato in un documento condiviso e votato trasversalmente dall’intera Commissione, segna un punto di svolta politico e amministrativo per la città. La richiesta è chiara: dotare l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Vittoria Ferdinandi di uno strumento moderno, in grado di archiviare un piano ormai vecchio di oltre due decenni.

Il contesto: l’eredità del Piano “Secchi” e una città che è cambiata L’attuale Piano Regolatore di Perugia risale a oltre vent’anni fa. Fu concepito a cavallo tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 dall’illustre urbanista Bernardo Secchi (approvato definitivamente nei primi anni Duemila). Quell’urbanistica rispondeva a una Perugia profondamente diversa: una città in espansione demografica, che viaggiava verso la suggestione dei 200.000 abitanti, trainata da un mercato immobiliare florido e da massicci investimenti nell’edilizia residenziale.

Oggi, nel 2026, lo scenario è radicalmente mutato. Perugia si trova a fare i conti con: una sostanziale stagnazione demografica (la popolazione si è stabilizzata poco sopra i 160.000 abitanti). Un progressivo invecchiamento della popolazione che richiede servizi di prossimità differenti. L’urgenza della transizione ecologica e il recepimento delle direttive europee sullo “zero consumo di suolo” entro il 2050. La necessità di recuperare imponenti aree industriali dismesse (come gli ex complessi industriali e le aree artigianali abbandonate nei quartieri cerniera come Ponte San Giovanni o rione XX Settembre).

L’obiettivo dei promotori dell’ordine del giorno non è una semplice revisione tecnica delle vecchie mappe, bensì una vera e propria riscrittura della strategia di sviluppo socio-economico del territorio perugino.

«Non si tratta soltanto di aggiornare uno strumento urbanistico – spiegano i consiglieri Arcudi, Tuteri e Calzonima di definire una strategia di sviluppo per la Perugia dei prossimi decenni. Rigenerazione urbana, sostenibilità, qualità degli spazi pubblici, valorizzazione dei quartieri e delle frazioni, sostegno alle attività produttive e tutela del territorio dovranno essere i pilastri del nuovo Piano Regolatore.»

Il percorso delineato dall’atto approvato prevede un metodo basato sulla massima partecipazione pubblica. L’elaborazione del nuovo PRG non dovrà rimanere chiusa nelle stanze degli uffici tecnici, ma dovrà aprirsi a un confronto serrato con gli ordini professionali (architetti, ingegneri, geometri, geologi). Le categorie economiche e le associazioni di categoria. Le associazioni ambientaliste e i comitati territoriali. I singoli cittadini, attraverso percorsi di urbanistica partecipata nei quartieri e nelle numerose frazioni del territorio comunale.

Al di là del valore urbanistico, il voto in Commissione assume una forte valenza politica. In un clima consiliare spesso caratterizzato da forti contrapposizioni, l’unanimità raggiunta su questo documento dimostra la maturità delle forze politiche nell’affrontare i temi strutturali della città. «Proprio perché riteniamo questo passaggio strategico e decisivo per il futuro di Perugia – sottolineano i tre consiglieri proponenti – abbiamo dato la nostra piena disponibilità a trasformare l’Ordine del Giorno in un atto condiviso dall’intera Commissione. Sulle grandi scelte che riguardano il futuro della città crediamo sia giusto ricercare la più ampia convergenza possibile, al di là delle appartenenze politiche

La palla passa ora all’aula del Consiglio Comunale, dove l’atto approvato in Commissione dovrà essere ratificato. Se l’aula confermerà la stessa compattezza, Perugia potrà finalmente avviare la macchina burocratica e di progettazione per dotarsi del suo nuovo strumento urbanistico, atteso da oltre vent’anni.

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