Gubbio: apre la mostra sull’origine ed evoluzione degli umani

In Umbria prende il via una nuova esperienza per ripercorrere le tappe evolutive dell’uomo nel suo percorso preistorico

(Gubbio) Dal 14 marzo 2026 al 28 febbraio 2027 è possibile immergersi nella mostra “Umani: Origine ed evoluzione dell’Umanità”, prodotta dall’associazione Geomodel, “Laboratorio di dinosauri e creazioni scientifiche in scala reale”. Curata dal paleontologo Simone Maganuco, l’esposizione inizia a Gubbio con grande entusiasmo nei pressi dell’ex monastero di San Benedetto. 

Si tratta di una “mostra nella mostra”, una nuova sezione all’interno della struttura Dinosauri in Carne ed Ossa – Extinction, che ripercorre le tappe dell’evoluzione umana. Questo evento spiega come cervello e mani siano strumenti indispensabili per l’essere umano: per colonizzare l’ambiente, difendersi dalle malattie e sviluppare tecniche per procurarsi il cibo. Il percorso permette di comprendere come l’individuo si sia sempre affidato alla cultura, oltre che alla tecnologia, modificando l’ambiente e il proprio stile di vita. 

Durante la visita è possibile incontrare pannelli illustrativi, contenuti multimediali, modelli iperrealistici a grandezza naturale e sagome di animali in scala 1:1. Sono presenti anche calchi di fossili e strumenti litici che accompagnano i visitatori lungo un percorso evolutivo, raccontando le principali conquiste e gli sviluppi biologici e culturali. 

L’evento inizia con una panoramica sui piccoli mammiferi vissuti nell’Era Mesozoica che, (vivendo) all’ombra dei dinosauri, seppero adattarsi all’ambiente. Alcuni impararono a vivere sugli alberi, sviluppando il pollice opponibile per migliorare la presa sui rami, oltre a una visione tridimensionale a colori. Proprio grazie a queste caratteristiche che favoriscono i primi primati, il gruppo a cui appartiene anche l’essere umano. 

Il cuore della mostra 

Il fulcro dell’esposizione sono le storie che hanno reso celebri i reperti degli ominidi. Tra i protagonisti spicca Australopithecus Afarensis, vissuto nel Pliocene e noto per le orme scoperte a Laetoli, in Tanzania. Queste impronte fossili raccontano molto sulla struttura sociale, il comportamento e le dimensioni corporee. Le ricostruzioni indicano che il maschio poteva raggiungere circa 1,65 metri di altezza. 

Tra le altre scoperte troviamo Homo Erectus di Dmanisi, probabilmente ucciso da un grande felide estinto, e Homo heidelbergensis, proveniente da Sima de los Huesos, nella Spagna settentrionale, morto a causa di complicazioni dovute a un’infezione dentale, visibile nella mascella superiore. Non può mancare la piccola cacciatrice Homo Floresiensis, vissuta circa 80.000 anni fa e scoperta nel 2003 nella grotta di Liang Bua, sull’isola di Flores. È nota per essere uno dei casi più evidenti di nanismo umano. 

I resti di Homo Neanderthalensis, rinvenuti a Moula-Guercy, mostrano possibili pratiche di cannibalismo, forse a scopo rituale. L’esemplare esposto nella mostra è rappresentato come uno sciamano, con ornamenti e pigmenti ispirati ai ritrovamenti della grotta di Fumane. Protagonista assoluto dell’esposizione è Homo sapiens, l’unica specie vivente del genere Homo. Giunto in Europa dall’Asia circa 40.000 anni fa, è noto per le sue capacità artistiche (pitture e sculture), l’uso di un linguaggio articolato e la produzione di utensili sofisticati, oltre che per una statura mediamente più elevata. 

Canis Lupus Foto Dinosauri in Carne ed Ossa

Fa parte del percorso anche l’evoluzione animale e la loro addomesticazione. Tra le storie più interessanti vi è quella del lupo grigio (Canis lupus), addomesticato circa 25.000 anni fa. Si racconta che, spinto dalla fame, si avvicinò agli esseri umani seguendo carcasse e resti di cibo.  Questa narrazione trova testimonianza anche nel giacimento paleontologico di Ex Cava a Filo, a Bologna, un antico deposito di gesso ricco di fossili. L’addomesticamento del Canis lupus è legato anche a una storia più recente: quella di San Francesco d’Assisi, che a Gubbio rese docile un lupo che terrorizzava gli abitanti della città.

Nelle parole del paleontologo Simone Maganuco è racchiusa tutta l’essenza del progetto: “In questa mostra sono esposte sculture artistiche basate su solide fondamenta scientifiche, raffiguranti alcuni degli ominidi più celebri e importanti per la ricostruzione dell’avventura umana. Molti modelli sono stati realizzati partendo da individui specifici, che con il loro aspetto raccontano storie uniche e affascinanti. Li presentiamo come ‘persone’, non come semplici esemplari fossili”. Un’occasione imperdibile, adatta a tutte le età, per scoprire le tappe dell’evoluzione umana e osservare dal vivo il percorso della nostra storia.

 

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