Il Giardino della Pace al Borgo Bello, in perfetta sintonia con l’animus loci 

C’è chi lo ha ideato e chi… lo innaffia


(Inviato Cittadino)

(Perugia) Sono forti le ragioni che ne hanno determinato la nascita. Perfino naturale, nella città di Aldo Capitini, che non si stancava di predicare pacifismo, nonviolenza, potere dal basso, omnicrazia. Ovvio – anche e soprattutto – per una ragione forte e identitaria. Il motivo per cui la location è ideale risiede infatti anche nella prossimità dello spazio, dietro la basilica urbana di S. Domenico, col punto di partenza della Marcia per la Pace che prende abbrivio proprio dalla Porta San Girolamo.

Il Giardino della Pace al Borgo Bello di Perugia è uno spazio verde, nato per celebrare i 20 anni dell’associazione Borgo Bello e il suo impegno per la solidarietà e l’inclusione. Il giardino ospita un ulivo simbolico, trapiantato da piazza Giordano Bruno, dove era ospitato in un vaso in piazza giordano Bruno, vicino al pozzo.  Questo spazio, alle spalle dell’abside di S. Domenico e della grande vetrata, rappresenta un luogo di incontro e riflessione, in perfetta coerenza con la storia del Borgo Bello.

L’inaugurazione è avvenuta con la collaborazione del laboratorio teatrale interculturale Human Beings, di Danilo Cremonte, fondatore e direttore artistico dell’Associazione Smascherati. C’è stato chi ha avuto da ridire (ma per noi perugini è “normale”) che la zona di corso Cavour, dove si dipanarono le stragi del 1859, sarebbe sbagliata. In realtà è tutto il contrario. Difatti, proclamare luogo di pace quello in cui la guerra ha fatto strame di persone e di cose è quanto mai coerente con quelle vicende e dunque opportuna. 

Nel giardino, oltre all’ulivo, sono state messe a dimora una lunga fila di piantine aromatiche che costeggia il muro su tutto il fianco. Questa operazione di pulitura e la successiva piantumazione è stata realizzata a prezzo irrisorio dall’amico Dario Bavicchi, imprenditore e vivaista, scomparso il 29 giugno 2025 all’età di 63 anni E anche questa doverosa memoria costituisce un’ulteriore ottima ragione per apprezzare il Giardino.

Il Giardino è in armonia col più ampio progetto che intende qualificare Borgo Bello come Quartiere della Pace, in linea con la tradizionale identità che lo connota.  Ciò detto – olivo trapiantato, piantine messe a dimora – non resta che dare gambe al motto I CARE. Brocardo che, in questo caso,  significa in primis innaffiare. Questo compito si è assunto Massimo Sportolari, fiancheggiato dalla moglie Antonella.

Con questo clima arido, Massimo, già presidente dell’Associazione, si reca di buon ora sul posto, chiede al parroco di poter tirare un tubo e attaccare l’acqua, e pazientemente si accinge all’innaffiatura. Perché, è banale ricordarlo, alberi e piantine, se non innaffiate, muoiono. 

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