Disagi per Viale Zeffirino Faina ancora chiuso, ma prossimo alla riapertura


Volgono al termine, dopo un biennio, il lavori di rifacimento della vetusta linea dell’acquedotto

(Inviato Cittadino)

(Perugia) È stato un lavoro estenuante, svolto a far capo dal Cassero di Sant’Angelo. Quella linea era un colabrodo ed è stata integralmente rifatta. Tubi ormai sforacchiati e realizzati in materiali non più idonei sul piano igienico, risalendo al terzo decennio del secolo scorso. 

L’intervento ha comportato lo scasso di una strada già ridotta all’ecce homo e che, pertanto, avrebbe dovuto essere rifatta ex novo. Fortunatamente.

Così la nuova linea ha dovuto correre al centro della strada per non mischiarsi e sovrapporsi a quelle della rete elettrica e del gas. Cosa che, in tempi meno prudenti del nostro e con norme più generose, avveniva regolarmente, sfruttando un solo scavo, con risparmio di tempo e di denaro, ma con esiti potenzialmente pericolosi.

Dunque, è stata rifatta integralmente la linea a scendere per viale Faina, interessando anche Piaggia della Torre. Collegamenti effettuati con tutte le utenze, fino a questo punto. Tutto liscio, con interruzione nel periodo di chiusura delle scuole per creare meno disagio.

Poi l’alt e l’interruzione dei lavori all’altezza della Casa dello studente, ai due ultimi blocchi in basso. Ora, dopo l’inizio delle vacanze scolastiche, i lavori sono ripartiti a tutta birra, con l’intento di completarli a breve.

Intanto è stato fatto lo scavo, piazzate le tubazioni, e addirittura completato il collettore posizionato tra viale Faina e via Francesco Innamorati. Anche l’attraversamento della strada è cosa fatta, con l’intento di servire il nuovo studentato a valle delle scalette di via Astorre Lupattelli, celebrato fondatore dell’Università per Stranieri.

La demolizione e ricostruzione del grandioso edificio, realizzata a tempo di record, ebbe a sollevare non poche polemiche. Specialmente tra gli abitanti del condominio che lo fronteggia e che risulta privato della prospettiva di S. Francesco al Prato.  Ma c’è poco da fare: le cubature e le altezze sono le stesse dell’edificio Adisu precedente, abbattuto perché non rispondente alle attuali normative sulla sicurezza.

A lavoro finito ci saranno da rigenerare le scalette di via Lupattelli che adducono in via Elce di Sotto. Erano state coperte da uno spesso strato di cemento per consentire la movimentazione dei mezzi di cantiere. Praticamente distrutte. Ora il compito atteso è quello di rifarle ex novo. Una buona occasione per togliere di mezzo gradini spezzati, alzate vacillanti, percorsi insicuri. Col conseguente aumento dei posti disponibili per accogliere dignitosamente, nei nuovi locali, tantissimi studenti fuori sede. Fin qui alloggiati in luoghi spesso poco dignitosi (ex cantine e legnaie) e a prezzi talvolta usurari

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