L’assetto ferroviario umbro verso lo smantellamento?  Sarebbe un danno irreversibile

La preoccupazione del colonnello Alessio Trecchiodi  è motivata? Chissà se la politica ignora o è irresponsabile

(Perugia) Un esperto di trasportistica di riconosciuta esperienza, come l’ex colonnello dell’aeronautica Alessio Trecchiodi, esprime una sua (motivata?) preoccupazione di cui facciamo partecipi i nostri lettori. Al cui giudizio affidiamo le riflessioni che seguono.

Scrive: “Pochi giorni fa erano in atto sulla Foligno-Terontola dei lavori che hanno imposto la sospensione della circolazione ferroviaria tra Ponte San Giovanni e Terontola per lavori di manutenzione inderogabili e potenziamento tecnologico”.

Riduzione di velocità per instabilità del terrapieno. “Mentre era in atto questa sospensione di servizio – che reca gravi penalizzazioni al trasporto ferroviario e, di conseguenza, al turismo nell’ottavo centenario della morte di S.Francesco – sulla tratta rimanente in servizio, e cioè la Foligno-Ponte San Giovanni di km 29, si è attivata una riduzione di velocità per instabilità del terrapieno dove poggiano i binari.

Questioni di sicurezza. “La riduzione di velocità è imposta per mantenere in sicurezza la marcia dei treni. Si tratta quindi di una questione reale, non di un capriccio del dirigente che di questa tratta è responsabile”.

Ferrovia inidonea e soldi mal spesi. “Alla luce di tutto ciò, ci si chiede perché si continui a posizionare impianti tecnologici su una ferrovia non più idonea a svolgere il proprio lavoro con dignità”.

164 anni fanno…vecchiaia ferroviaria. “È chiaro che, dopo 16 decenni dalla sua costruzione (inaugurata nel 1866 ed elettrificata del 1960), la sede avrà pure bisogno di una cura seria, altrimenti rischiamo di trovarci con una ferrovia piena di rallentamenti che ostacolano i tempi di percorrenza verso Roma e  Firenze, tratta sulla quale la nostra ferrovia poggia la propria sopravvivenza”.

Treni lumaca per inadeguatezza del sistema

Ignorantia quaestionis non excusat. Diciamolo nella lingua di Dante:“L’ignoranza del problema non costituisce giustificazione”. La politica esulta perché… non sa. “Esultare per la riapertura della Ponte San Giovanni-Fontivegge e non sottolineare che tutta l’infrastruttura è in pericolo, dimostra quanto la politica sia distante da una reale comprensione del problema”.

Una ferrovia che non funziona è condannata a cedere alla gomma. “Una ferrovia – aggiunge Trecchiodi – che non sa svolgere al meglio il suo lavoro è condannata a soccombere e ad essere sostituita da un servizio su gomma”.

La Regione solleciti il Ministero. “Se il Ministero, debitamente sollecitato dalla nostra Regione (lo faranno mai?) non interviene drasticamente sull’arco ferroviario Terontola-Foligno-Orte, rinnovandolo e raddoppiandolo, allora sì che si rischia l’abbandono ferroviario, perché sarà l’utenza stessa abbandonare il sistema!”.

Conclusione amara e provocatoria. “È una scelta politica consapevole, oppure siamo alla pura ignoranza o, meglio, all’irresponsabilità?”.

La risposta al lettore e alla politica.

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