Le giornate FAI alla scoperta dell’arte nelle strade del paesino sardo
(Orgosolo) In occasione delle Giornate FAI di Primavera il 21 e il 22 marzo il paese di Orgosolo, nella provincia di Nuoro, ha organizzato percorsi guidati dei caratteristici murales e delle attività locali.
Il paese. Situato nel cuore della Barbagia, Orgosolo è un piccolo borgo di circa 4000 abitanti dove dalla fine degli anni Sessanta si è diffuso il muralismo, che oggi caratterizza i muri delle sue strade principali. Si tratta di arte urbana impegnata, che racconta di proteste culturali e politiche, critiche sociali e memorie collettive che hanno fatto la storia della Sardegna, dell’Italia e del mondo.
La nascita dei murales: la lotta di Pratobello. L’idea dei murales nasce come conseguenza agli avvenimenti del tempo, che coinvolgevano e interessavano la popolazione, dal fenomeno criminale del banditismo sardo alla crisi e alla disoccupazione diffusi, al clima di protesta conosciuto in Italia e in Europa come Sessantotto.
Nel 1969 ebbe luogo a Orgosolo la “lotta di Pratobello”. Pratobello era terreno comunale dedito al pascolo e all’agricoltura, dove lo Stato italiano decise di costruire una base militare. Contrari, i contadini e gli abitanti di Orgosolo occuparono pacificamente la zona. L’Associazione Circolo Giovanile, nata due anni prima con lo scopo di animare il dibattito sui temi sociali e politici dell’attualità, iniziò a produrre manifesti e volantini contro la decisione del governo. Questo materiale in carta, soggetto ad atti di vandalismo e agenti atmosferici, non durava però a lungo. L’idea di trasferire i contenuti dei manifesti direttamente sul muro venne a un insegnante di educazione artistica senese che in quel periodo insegnava a Orgosolo, Francesco Del Casino, che viene considerato il principale promotore del muralismo orgolese. La lotta si concluse con la vittoria del popolo sardo che riuscì a impedire la costruzione della base militare. Da lì in poi Orgosolo ha continuato a produrre opere d’arte.
I murales nel tempo. Oggi si contano fino a 300 murales con messaggi impegnati, di stili e artisti diversi. I temi sono i più vari: troviamo opere sulla guerra del Vietnam, sul golpe in Cile che diede inizio alla dittatura di Pinochet, sulla attuale guerra in Palestina. Dedicati a battaglie sociali ci sono murales sullo sfruttamento minorile con la storia di Iqbal Masih e storie di emigrazione: quella del popolo sardo negli anni ’70 alla ricerca di lavoro all’estero e quella dei profughi che attraverso il Mediterraneo migrano nella speranza di una vita migliore. Non mancano illustrazioni di ispirazione letteraria e culturale: raffigurazioni di Pier Paolo Pasolini, Antonio Gramsci, Fabrizio de André, Massimo Troisi.
I murales sono specchio di come la società cambia nel tempo, cambiando le lotte e le battaglie sociali: negli anni ’70 uno rappresentava una madre che chiede vaccini per il figlio, nel 2020 artiste No-Vax ne hanno creato uno contro la campagna vaccinale del COVID-19.
La scelta di cosa raffigurare è da sempre libera, basata sull’accordo dell’artista con il proprietario della casa e negli anni ci sono continui lavori di restauro dei vecchi murales accanto alla creazione dei nuovi.
Le Giornate FAI. L’iniziativa delle Giornate FAI di Primavera, ora giunte alla XXXIV edizione, nasce con l’intento di valorizzare il patrimonio storico e culturale e con l’idea di raccogliere fondi destinati alla tutela e alla cura del patrimonio stesso. Ha luogo solitamente nel primo fine settimana di Primavera.
L’itinerario organizzato a Orgosolo oltre a comprendere i murales ha previsto la visita ai musei principali: il Museo del Pane, il Museo del Gipeto e il Museo della Seta, ad oggi l’unico esempio a livello europeo che copre la filiera completa, dal baco di seta alla produzione del filato. A guidare, gli Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole superiori di Nuoro.













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