Perugia ha fatto l’uovo e le uova… raccontano Perugia

La Kermesse di Uova d’Artista in Centro travolge e coinvolge. L’acropoli fa il pieno

(Perugia) È Perugia la protagonista assoluta della manifestazione di uova dipinte da parte di artisti provenienti da tutta l’Umbria, ma anche da fuori regione. Con grande soddisfazione degli organizzatori che ottengono un riscontro addirittura trionfale ai propri sforzi.

Gioia e appagamento speciale per Alessandro Granieri, braccio destro di Paolo Mariotti del Consorzio Perugia in Centro. Ma anche per Stefania Natalicchi e Gianmaria Pierini, dinamici organizzatori della Kermesse pittorica (in foto di copertina).

La pittrice Teresa Chiaraluce e le sue uova “giocose”

Racconta Stefania: “Sono stati ben 55 i pittori convenuti fra i travertini della Vetusta e hanno realizzato decine di prodotti d’arte, andati letteralmente a ruba fra perugini e turisti che hanno incondizionatamente ammirato dei capolavori unici e irripetibili. Potendone vedere la realizzazione in tempo reale”.

L’uovo gigante di Marta Betti al Corso

Abbiamo addirittura assistito a fenomeni come aspiranti compratori i quali attendevano il completamento dell’opera che, dipinta in acrilico (materia che asciuga rapidamente), doveva essere comunque trattata con la bomboletta finale che conferisce stabilità e lucentezza. Accade qualcosa di simile ai Vinarelli torgianesi dove le opere di artisti più noti e apprezzati (penso a Stefano Chiacchella) vengono, per così dire, “prenotate/tampinate” da diversi aspiranti che stanno lì a vederne la creazione e si fiondano ai responsabili della pro loco per acquistarli.

I soggetti effigiati hanno principalmente raccontato la città: rivelata attraverso i suoi monumenti identitari (Arco Etrusco, Palazzo dei Priori, Fontana Maggiore…) e i suoi simboli (presente sistematicamente il Grifo, rampante, col tipico rosso Perugia).

Molto ammirata l’esecuzione delle due uova giganti in cioccolata per ben due metri di pittura per ciascuno. Uno l’ha eseguito Cinzia Rosini, nel cortile antingresso dell’Hotel La Rosetta. L’altro, in corso Vannucci, davanti a piazza della Repubblica, lo ha realizzato Marta Betti, collaudata decoratrice e pittrice su ceramica, con esperienze nell’ambiente derutese.

L’opera di Marta Betti, molto apprezzata, doveva rimanere in loco, ma le alte temperature rischiavano di provocarne lo scioglimento. Ragion per cui l’ovone è stato conferito presso il Centro Camerale di via Mazzini a far bella mostra di sé insieme alle ceramiche locali e nazionali.

Cinzia Rosini al lavoro all’ovone

Quello di Cinzia Rosini, di proprietà de La Rosetta, resta dove sta ma – su consiglio di Stefania Natalicchi – verrà trattato con resina trasparente in modo da restare intatto nel tempo, all’apprezzamento dei clienti.

I soggetti rappresentati sono rispettivamente, per quello di Cinzia, un cielo terso, punteggiato da una corsa di nuvole bianche, trafitte da raggi di luce, quasi dottoriani. L’uovo di Marta propone invece una figurazione identitaria, costituita da un Grifo circondato e addolcito da fiori primaverili.

Roberto Banfi Rossi al lavoro sul suo uovo “extraterrestre”

Facendo un giro fra i singoli artisti ne citiamo qualcuno. Roberto Banfi Rossi, in via Mazzini, propone un colloquio fra terrestri ed extraterrestri. Esseri benefici e disposti al dialogo. Racconta, Roberto, di aver trovato ispirazione in una visione capitatagli qualche tempo fa. Gli è comparsa una specie di astronave, un UFO che procedeva scortato da due aerei. Roberto non beve e non ha allucinazioni. Resta il mistero di tale epifenomeno. E questo si impegna a raccontare col liguaggio dell’arte e con la sua inesauribile immaginazione. Si sa che gli artisti sono più ricettivi: hanno, insomma, antenne speciali ad afferrare sensazioni e profezie.

La regista Andrea Simonella con Daniele Corvi, visitatori illustri

Una seconda artista che ha realizzato (s)oggetti di grande originalità è Teresa Chiaraluce, fiancheggiata dalla sorella Paola, anch’essa pittrice: arte come dote di famiglia, condivisa anche dalla terza sorella Patrizia. Teresa ha realizzato uova a tema gioco: il gioco dell’oca con le caselle e rispettivi step e penalty, e anche il gioco della gallina in cui si perde sempre… se non se ne capisce la dinamica.

Ovunque banchetti con uova di varie dimensioni. Sostanzialmente tre pezzature: piccola, media e grande. I supporti provengono da Deruta e diversi pittori si sono avvantaggiati. Nel senso che hanno portato progetti già pronti per la vendita e realizzati a studio. Proprio per corrispondere a una richiesta che si sa insistente e consistente. Ma il bello della diretta è quello di vedere all’opera gli artisti. E di questo hanno potuto godere i tanti che, sabato 4 aprile, hanno girellato per il Corso e strade laterali.

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