Quello che si è scoperto sulla Porta del Leone di via Enrico dal Pozzo

La villa dell’Alessi e il restauro del portale disvelano, raccontano e fanno nascere ipotesi

(Perugia) Sala della Vaccara di Palazzo dei Priori, affollata e rovente, per la conversazione di cultura “Galeazzo Alessi a Perugia: la sua villa, il portale e il leone”.

Il saluto della proprietaria

Saluto iniziale di Maria Antonietta Gargiulo, presidente del Club per l’UNESCO di Perugia‑Gubbio/Alta Umbria e conduzione di Lorena Rosi Bonci.

Scopo dell’incontro quello di rappresentare alla città di Perugia le vicende, antiche e recenti, di un monumento significativo della città, sottoposto a restauro.  

La dotta relazione del professor Paolo Belardi

Il monumentale portale in laterizio di via Enrico dal Pozzo permetteva l’accesso alla villa suburbana del celeberrimo architetto perugino Galeazzo Alessi (1512-1572), conosciuto soprattutto per le sue realizzazioni a Genova e a Milano, ma che invece ebbe un ruolo importante pure nella città natale. Anche in veste di urbanista e di progettista, capace di creare valore immobiliare. Oltre che vera e propria archistar dei suoi tempi nella città di Milano.

La struttura fa parte di un complesso privato che fu acquistato per l’interesse verso la casa, più che per questo artistico manufatto.

Lo ha raccontato la signora Alessandra Giovagnoli, attuale proprietaria, che ha dovuto sobbarcarsi gli oneri del complesso restauro.

L’opera è così tornata alla piena leggibilità del portale e della scultura a coronamento dello stesso: un grande leone che in passato ha dato origine a leggende perugine sull’esistenza di un tesoro nascosto che sarebbe stato ubicato in direzione dello sguardo del leone soprastante la sommità del monumento.

L’incontro, molto partecipato, è stato introdotto dal vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Perugia, Marco Pierini.

Il primo degli interventi in programma è stato quello del coltissimo e appassionato Paolo Belardi, professore ordinario di Composizione architettonica e urbana presso l’Università degli Studi di Perugia.

Nella sua dotta relazione, dal titolo “Galeazzo Alessi e il valore del progetto di architettura”, Belardi ha inquadrato la figura del celebre architetto ed ha messo a fuoco il suo importante intervento nell’organizzazione urbanistica del centro storico di Perugia. Non senza aver ricordato la sua frenetica operatività in vari luoghi d’Italia.

L’architetta Maria Luisa Guerrini e l’ingegner Luca Ferretti, dello studio associato Ferretti- Guerrini di Foligno, hanno poi illustrato il lungo e delicato intervento di consolidamento e restauro conservativo cui il complesso del Portale del Leone è stato sottoposto, con il rinvenimento dell’iscrizione “VILLA ALEXIA” incisa sui mattoni.

Il restauratore Adamo Scaleggi (assente per motivi personali) aveva la ferma convinzione che questa scritta, finora illeggibile, dovesse essere presente. Grazie a questa scoperta, si può concludere per la conferma certa che la villa suburbana in via Enrico dal Pozzo fosse effettivamente proprietà di Galeazzo Alessi.

Gli affascinanti dettagli delle fasi del restauro conservativo eseguito dall’archeologo Adamo Scaleggi sul portale e il suo Leone, rivelatosi in questa occasione di pietra rosa, sono stati presentati in tutta la loro complessità e difficoltà dal dottor Gian Marco Volpi, suo collaboratore.

Si credeva invece che il leone fosse in travertino, annerito a causa degli strati di polvere depositati dal tempo. Il restauro ha invece restituito la sua materia in pietra rosa.

Il Leone proverrebbe da San Domenico e potrebbe essere opera di Giovanni Pisano

Infine il dottor Lorenzo Principi, dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia, ha presentato un intervento focalizzato sulla storia della villa di Alessi e soprattutto sul Leone, riferendo i risultati della sua recente ricerca condotta in collaborazione con Francesca Girelli (Università degli Studi di Genova).

I due studiosi hanno restituito la paternità del Leone a Giovanni Pisano (1248 circa-1319), il celebre scultore gotico attivo anche a Perugia fra Due e Trecento, avanzando un’ipotesi sull’originaria provenienza dalla basilica di San Domenico, con un’indagine approfondita del particolare reimpiego che ne fece Alessi nell’ingresso della sua villa.

L’incontro è stato seguito da una visita al portale, con la cittadinanza ospite dei proprietari che hanno accolto tutti con affabilità e offerto un aperitivo di benvenuto.

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