Il movimento attorno alla piazza nato dal dissenso per l’apertura della sede di Futuro Nazionale
(Firenze) – Il 28 marzo è stata inaugurata in piazza Bernardo Tanucci a Firenze la prima sede del partito guidato da Roberto Vannacci, nel quartiere di Rifredi. Fin da subito gli abitanti del quartiere si sono mobilitati per contestare la presenza dei militanti neofascisti intorno alla piazza. I cittadini si sono riuniti in un’assemblea aperta che è poi diventata un punto di riferimento per l’intera città. A raccontarci questa storia è stata Chiara Bartoli, abitante del quartiere e attiva nel Comitato della piazza fin dai primi giorni, in questa breve intervista.
Il movimento della piazza è nato dal momento in cui è uscita la notizia che apriva la sede di Futuro Nazionale?
“Sì, è nato in modo molto spontaneo perché questo è un quartiere in cui abitano tante persone sensibili a queste tematiche, sensibili al punto di non vivere bene l’avere una sede fascista nel proprio quartiere. Tramite varie reti di quartiere, passaparola, bambini che vanno a scuola insieme… si è attivata un’assemblea che si poneva come obiettivo la contestazione dell’apertura della sede di Vannacci. Si è fatto un presidio ed è stato molto partecipato, da lì in poi le cose sono andate avanti.”
E ancora: “L’assemblea di Tanucci – che poi ha assunto il nome di Tanucci Piazza Aperta – ha sempre l’obiettivo di opporsi alla sede di Futuro Nazionale, ma diciamo che si è cercato di fare un ragionamento che vada anche oltre e che parli di come ci piacerebbe che questo quartiere fosse vissuto; di che reti di solidarietà, di mutuo aiuto si possano attivare a partire da questa piazza – che siano anche di fatto un’alternativa al modello fondato sulla paura e le ronde che propone la destra in questo momento.”
Quindi il movimento politico di contrasto al partito di Vannacci è partito subito con l’intento di avere un impatto sul quartiere?
“Certo, anche perché l’opposizione politica rimane, ma chiaramente noi non abbiamo la possibilità di chiudere fisicamente la sede di Vannacci, quindi quello che puntiamo a fare è creare delle reti che portino altri valori, altra consapevolezza, un altro livello culturale e che comunque facciano anche sentire chi propaganda odio e razzismo non a casa sua, non ospitato; è un messaggio chiaro del quartiere che dice: noi non vogliamo questa cosa.”
Ho visto che dall’assemblea sono partite varie iniziative ed eventi che hanno luogo in piazza, ci vuoi raccontare che tipo di eventi sono?
“Diciamo che per tutta l’estate ci saranno eventi in piazza; che sia come quello di oggi che è la festa dei bambini per la fine della scuola; sia eventi diciamo più di riflessione, più politici. Ora l’11 giugno facciamo un incontro sul tema della sicurezza – sulla nostra idea di sicurezza – quindi abbiamo chiamato varie persone a parlare: avvocati, docenti universitari… lo faremo anche il 18 giugno. […] È un incontro aperto a tutti per una riflessione aperta.”

Che altri obiettivi si pone il Comitato della piazza al momento?
“Una cosa su cui stiamo lavorando è quella di ottenere in gestione un circolo che è stato chiuso da anni, l’ex circolo del Romito – che è del Comune. Quindi c’è un tavolo aperto col Comune sulla riapertura di questo circolo – noi chiediamo che venga dato proprio al quartiere.”
Poi si sono unite anche altre realtà vicine, giusto? Circoli dei quartieri vicini, associazioni…
“Sì, assolutamente, ci sono tante realtà che girano dentro la piazza. C’è stata la tombola fatta dai pensionati della CGIL, stasera c’è un’iniziativa con l’ANPI… diciamo che poi nell’assemblea ognuno viene come cittadino e mette a disposizione le reti che ha per la collettività.”
Da una cosa prettamente di resistenza si è creato quindi un movimento diverso per vivere la piazza, per restituire il quartiere ai cittadini?
“Per restituire il quartiere a cittadini e dare anche un’idea di società possibile, che non è quella delle ronde, non è quella dell’individualismo, dove ognuno sta chiuso a casa sua, ma è sicuramente una città, un quartiere vissuto, vivo, dove si creano dei legami, delle reti che sconfiggono anche quella paura. Questa è un po’ l’idea che stiamo portando avanti.”
Il messaggio e l’auspicio degli abitanti di Piazza Tanucci è questo: proporre una società solidale e basata sulla collettività, offrire uno spazio di riflessione e di arricchimento – in forte opposizione ai messaggi d’odio e intolleranza diffusi all’angolo della piazza. “Quando c’è qualcuno che ci vuole riportare indietro, la gente si rende conto che c’è bisogno di andare avanti.” – così un’altra cittadina mi ha congedato dopo alcune chiacchiere conviviali, nella piazza più autentica di Firenze.











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