Il giornalista è stato ospite dell’università in occasione dell’inizio del secondo semestre

(Cagliari) Lunedì 2 marzo 2026 l’Università degli Studi di Cagliari ha ripreso regolarmente le lezioni, inaugurando il secondo semestre dell’anno accademico 2025/2026.
Per l’occasione, le cattedre di Storia delle istituzioni dell’Asia e di Lingue e Letterature della Cina e dell’Asia sud-orientale hanno scelto di organizzare un incontro con Simone Pieranni, giornalista e scrittore specializzato in Cina e Asia orientale, autore di libri quali RedMirror e 2100.
L’incontro, aperto a tutti gli interessati, e in particolare rivolto agli studenti universitari, si è concentrato sull’importanza della cultura cinese all’interno dei processi geopolitici globali.
Pieranni ha raccontato la sua esperienza di giornalista corrispondente da Pechino, dove ha vissuto dal 2006 al 2014, in un periodo dove la Cina veniva vista in modo dicotomico e polarizzato.
Il suo impegno nasce per caso: mentre si trovava lì per un incarico lavorativo come programmatore di reti neurali, ha iniziato a scrivere. Allora non erano tanti i corrispondenti di testate giornalistiche italiane, e la sua presenza sul campo si rivelò fondamentale.
L’idea di China Files. Qualche anno dopo, nasce l’idea di creare un sito dove raccontare la Cina attraverso il popolo cinese stesso, per scardinare le visioni stereotipate ed eurocentriche diffuse in Occidente. Da questa idea, nel 2008 nasce China Files, APS che riunisce giornalisti ed esperti specializzati, nel tempo ampliatasi a ricoprire non solo l’area cinese, ma tutta l’area asiatica.
Clausola fondamentale per scrivere su China Files è il vivere in Cina: Pieranni ha sottolineato durante l’incontro l’importanza dell’esperienza sul campo, dove si possono scorgere tutte le sfaccettature di un popolo e di una cultura, e dove nasce una rete di conoscenze e informazioni impossibili da recepire da remoto. Grazie a questa peculiarità, China Files ha potuto creare collaborazioni con media internazionali che non disponevano di un proprio corrispondente in Cina, quali Al-Jazeera, la BBC e altri.

L’obbiettivo di China Files è quello di raccontare le contraddizioni di una cultura e di un mondo diverso dal nostro senza giudicare o distinguerne uno giusto da uno sbagliato, attraverso un giornalismo semplice e chiaro, ma allo stesso tempo rigoroso e preciso, capace di dare una visione completa. “L’informazione deficitaria porta a una responsabilità civile zoppa” le parole di Pieranni.
La Cina oggi. Si è analizzata la visione della Cina attuale, contrapposta come cultura e società a quella capitalista, occidentale e americana, e di come nel tempo il popolo cinese abbia attraversato una fase di fascino verso il mondo occidentale, maturando poi una consapevolezza e una rivalsa della propria cultura e del loro modo di vivere.
Il ritorno in Italia. Tornato in Italia, Simone Pieranni ha lavorato per anni per Il Manifesto, arrivando a diventare caporedattore e responsabile della redazione esteri dal 2014 al 2022. Poi, ha iniziato il suo percorso con Chora Media, dove è attualmente responsabile dei contenuti esteri e dove cura i podcast, tra cui Altri orienti, dove approfondisce settimanalmente fatti asiatici e le loro conseguenze.
L’idea che propone è quella dello “slow journalism”, un giornalismo approfondito contrapposto allo scroll continuo dei social network attuali, dove è impossibile informarsi e fare giornalismo in modo completo, e dove si ha sempre più la tendenza alla polarizzazione.
Pieranni ha spiegato l’obbiettivo di mostrare come il mondo non sia fatto di bianco e nero, ma di una moltitudine di grigi, dove il compito del giornalista non è quello di dire la verità, ma quello di far pensare.
La ricchezza sta nel guardare mondi diversi da noi, non limitandoci al mondo che conosciamo e che consideriamo perfetto.













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