Una XX Edizione da incorniciare: mai così in alto
(Inviato Cittadino)
(Perugia) Sugli scudi Angela Hewitt, massima interprete di sempre della musica di Bach, Direttrice artistica e star internazionale con un carnet fittissimo di impegni nell’universo mondo. Ha portato con sé, per questo palinsesto rilegato in oro fino, un ensemble di tutto riguardo.
Dichiara: “È stato bello trovarsi in location uniche al mondo. Qui, a Perugia: San Francesco al Prato, la Basilica di San Pietro, il Teatro della Sapienza, il Pavone, il Castello dei Cavalieri di Malta a Magione”. Si temeva, addirittura, che il TMF si arrestasse al numero XIX, tanta la delusione per lo scarso interesse dimostrato da Enti piuttosto… (ass)Enti. In tanti avevamo paventato la chiusura. Ma Angela ha tenuto duro. E bene ha fatto.

E così ringrazia quanti le sono stati vicini. Prima di tutti Maria Beneduce (con Angela in foto), raggiante e discosta, restia a porsi sotto i riflettori. Perché, come il suo indimenticabile fratello Guglielmo, sceglie di mettersi a disposizione, lavorando di buona lena e con discrezione. Lasciando la scena alla sola stella del firmamento pianistico internazionale.
Lodi e ringraziamenti di Angela, in uno strepitoso abito rosso, all’addetta stampa Patrizia Cavalletti, efficiente e vulcanica. Ma anche alla Regione, ai tanti volontari e all’Amministrazione magionese, sindaco e vicesindaco Vanni Ruggeri, alla pletora di amici, ai donors statunitensi, canadesi e non solo (Platinum, Gold, Contributors, Supporters, Friends, Youth Friends), tutti concordi e generosi, grazie ai quali la complessa macchina ha potuto marciare senza una foratura.
Ed è così che si è giunti alla conclusione, coi fuochi d’artificio di mercoledì 2 luglio. Serata che (dopo le insuperabili Variazioni Goldberg del 26 giugno), ha proposto il soprano italiano Arianna Vendittelli, interprete mozartiana, in “Ch’io mi scordi di te?” K505, con Angela e l’Orchestra da Camera di Perugia.
Impossibile non citare l’intesa fra Angela e la nostra amica, primo violino Azusa Onishi, lattata al magistero di Paolo Franceschini. Complicità messa alla prova dal concerto per pianoforte e orchestra n. 17, K453, in sol maggiore, che ha fatto venire i brividi. E poi il Bach BWV1058 in sol minore: una commozione che ci insegna come bisogni perdersi per trovarsi.
Esplodendo col concerto per due tastiere in do minore BWV1062 insieme a Carter Johnson, connazionale che miete a man bassa premi e riconoscimenti. È un fedele edituo e persuaso laudator di Angela da cui sugge input tecnici e interpretativi. Lo vedemmo nel 2023, qui a Perugia, all’Auditorium Marianum della Scuola di musica sacra “Girolamo Frescobaldi”, adorante e rispettoso verso la Maestra che venera come donna e ascolta, come somma esegeta del pentagramma.
Una conclusione, quella del TMF, che ci ha fornito stimoli emotivi e culturali. Quando la musica alta ci insegna a guardarci dentro per scrutare i misteri dell’anima. Con le vertigini delle altezze.













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