Il valore dell’artigianato: le voci degli artisti in mostra a Firenze

Alcune testimonianze dagli artigiani della 90° edizione di MIDA – Mostra Internazionale dell’Artigianato

(Firenze) – La bellezza di creare con le proprie mani, il recupero di materiali antichi e la valorizzazione della natura – queste le passioni emerse dalle voci di alcuni artigiani alla Mostra Internazionale dell’Artigianato svoltasi dal 25 aprile al 3 maggio alla Fortezza da Basso. Piccoli artigiani si alternano a brand ormai consolidati in una varietà di stand che espongono gioielli, tessuti, profumi, oggettistica di vario genere e specialità enogastronomiche. Riportiamo qui alcune testimonianze di artigiani che si trovano a fare i conti con un mercato sempre più difficile.

Tra chi esplora la tradizione e chi sperimenta con tecniche contemporanee si distinguono Gian Marco e Francesca di Oro Zucchino; recuperando antichi piatti decorati per creare dei gioielli in ottone, argento e oro – il più possibile fair trade. Un progetto artistico all’insegna del riuso nato dopo un brusco cambio di carriera. “Sono una persona che ama giocare, volevo fare qualcosa che fosse mio, in modo un po’ anarchico.” – dice Gian Marco.

I due collaborano con fonditori e saldatori dell’area fiorentina e operano nel loro laboratorio vicino Ponte Vecchio. Negli anni si sono costruiti una rete di amici e sostenitori che gli portano i frammenti di piatti in cui si imbattono. È grazie ad uno scambio amichevole di materiali che Oro Zucchino continua a creare – “Nonostante la situazione attuale del nostro paese non favorisca l’artigianato.” – precisa Gian Marco. A  settembre aprirà il loro negozio in Borgo Allegri 5/r a Firenze.

Nello stesso padiglione incontriamo lo stand di Vitrium Veritas; Francesca ha scoperto la lavorazione del vetro a Bolzano, dove lavora da circa dieci anni. Ci spiega con grande passione le tecniche di lavorazione e decorazione del vetro di Murano; i tempi decisivi e la connessione con il materiale – il vetro non si lascia lavorare se lei è di cattivo umore: “Sento una comunicazione tra me e il materiale, il vetro è vivo, ha la sua anima, devi anche rispettarlo e imparare a conoscerlo.” Confrontandosi con i colleghi Francesca riporta una scarsa affluenza all’edizione di quest’anno.

Anna di Frammenti di Natura da indossare fa l’artigiana da oltre 25 anni, sarda d’origine e stabilitasi a Viterbo, è la sua seconda volta a MIDA e anche lei registra poca affluenza, perfino nel weekend; un pubblico più di passaggio e poco disposto a comprare. Ci ha raccontato la sua vita d’artigiana a tempo pieno; le lunghe stagioni estive sul litorale sardo, poi le fiere nei fine settimana, i mercatini di Natale. Una scelta di vita piuttosto itinerante che le permette di gestire il proprio tempo in libertà.

I “frammenti di natura da indossare” sono gioielli in resina realizzati con piante e fiori raccolti con cura, che Anna usa anche per produrre creme e unguenti. Alcuni gioielli sono realizzati con la tecnica della cianotipia, antica tecnica fotografica che permette di imprimere l’immagine di un elemento naturale sulla carta attraverso l’esposizione al sole.

Anna ha parlato di un periodo difficile per l’artigianato – “C’è un’offerta enorme, anche cose che vengono da fuori e che sfruttano la manodopera a bassi prezzi.” – Sempre meno persone sono disposte a spendere per manufatti artigianali – che per complessità di esecuzione e qualità dei materiali hanno chiaramente un costo più elevato – sintomo chiaro di un’economia che mette sempre più alla prova soprattutto le categorie di lavoratori indipendenti.

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