Incontro con l’autrice Marie Albes al SalTO 2026. Come nasce il romanzo Dryadem e quanto la letteratura può farci riflettere sulla realtà che ci circonda

Quando amore per la natura e passione per la scrittura si incontrano, nasce un fantasy che fa volare con l’immaginazione, conservando radici solide nella connessione tra uomo ed ecosistemi che lo circondano.

(Torino) Poco più di un mese fa il Salone del Libro di Torino, rendeva il capoluogo piemontese nucleo pulsante dell’editoria e della letteratura. Tra le copertine lucide e il profumo di carta stampata abbiamo avuto modo di parlare con l’autrice Marie Albes, presente allo stand di Delrai Edizioni. Nel suo romanzo d’esordio, “Dryadem”, Albes ha unito le suggestioni del genere fantasy con l’importanza che la natura e i suoi equilibri hanno per gli esseri viventi. Al termine dell’incontro con l’autrice, abbiamo colto l’occasione per chiederle qualche impressione sulla sua partecipazione alla grande manifestazione torinese.

1.Buongiorno Marie, grazie per la tua disponibilità. Volevo innanzitutto chiederti come è nata la tua passione per la scrittura? 

Buongiorno Laura e grazie tante per il tuo interesse. La mia passione per la scrittura credo sia nata insieme a me. Da bambina, avevo un piccolo diario con la copertina piena di decori e fiorellini, il canonico lucchetto, e scrivevo pensieri. Me lo regalò mia mamma un giorno in cui ero a casa con la febbre, è stato un tesoro per me. Prima o poi troverò il coraggio di aprirlo. Poi, durante l’adolescenza – amante com’ero della letteratura – decisi che, da anziana (sperando di arrivarci), prima di morire, avrei voluto scrivere un libro. Arrivata al diploma, sentendomi finalmente libera di studiare tutto ciò che avrei voluto, decisi che – forse – potevo iniziare a tirare giù le idee che mi giravano in testa, senza dover necessariamente attendere la vecchiaia. Ed eccoci qua.

Immagine promozionale del romanzo Dryadem di Marie Albes Foto concessa da Marie Albes e Delrai Edizioni

2. Come ti sei avvicinata al genere fantasy, cosa rappresenta per te questo genere letterario e come si connette con l’interesse verso la natura che è uno dei temi portanti del tuo romanzo d’esordio?

Il fantasy mi è sempre piaciuto, anche se non sono né una lettrice, né una scrittrice monogenere. Tuttavia, non amo i romanzi fantastici che non seguano un rigore naturale. Per esempio, detesto quelli in cui si muore e si risorge, perché va proprio contro gli equilibri naturali. Del fantasy amo l’epicità: questo rappresenta un capo forte del genere che, accompagnato a della buona musica, ti fa sentire forte e volare lontano. Riguardo alla Natura, uso la personificazione non a caso, credo che sia la più grande forma di magia. Per cui il mio regno fantastico non poteva avere altra protagonista che lei.

3. Puoi raccontare in breve la tua esperienza con il tuo romanzo d’esordio? Come è nata l’ispirazione?

L’ispirazione è nata seguendo le mie inclinazioni: credo si sia capito il mio amore per il mondo naturale. Malgrado i miei studi informatici, infatti, ho deciso di virare verso altro.  Ho sempre vissuto in mezzo alla natura, con il bosco dietro casa. Da ragazzina, facevo passeggiate solitarie e cantavo le canzoni dei Within Temptation, sentendomi una piccola (e forse un po’ folle) anima piacevolmente persa in tutto quel verde. Se abbracciavo un albero, sentivo energia. Se sbocciava un fiore, vedevo cambiamento e magia. Ayres (protagonista di “Dryadem”, n.d.r.), in fondo, sono un po’ io.

4. Come sei riuscita a coniugare la scrittura con il tuo percorso professionale? Hai mai pensato di mettere da parte la prima o hai sempre cercato di portare avanti questa passione?

Non ho mai pensato di smettere di scrivere perché sarebbe come perdere una parte di me stessa. Ho sempre scritto nel tempo libero, spesso la sera tardi. Con la maternità, i tempi di stesura si sono dilatati perché – com’è ovvio che sia – mia figlia richiede tempo, che condivido piacevolmente con lei. Comunque, non ho smesso di scrivere. Mentre lei dorme, o quando gioca, cerco di ritagliarmi un attimo per scrivere qualche paragrafo.

5. Le fonti di ispirazione esterne sono sempre molto importanti per un autore. C’è qualche opera letteraria o cinematografica a cui ti ispiri nel tuo lavoro? Qualche canzone o suggestione musicale che ti ha seguita nella scrittura del tuo romanzo d’esordio?

Sicuramente le musiche dei Within Temptation hanno accompagnato il mio percorso, in particolare Mother Earth. Insieme a loro, anche altri compositori come i Two Steps From Hell, Evanescence, musica classica, musica epica, … sono i miei catalizzatori!

La Torre di Libri esposta al Salone del Libro
Foto di Laura Gigliotti

6. Com’è stata la tua esperienza al Salone del Libro di Torino? 

Davvero piacevole! Essere circondati da tutti quei libri, vedere l’interesse dei lettori rivolto a “Dryadem” oppure incontrare chi mi conosceva già e ha fatto un salto allo stand Delrai per incontrarmi.  Interfacciarmi con altri autori, scherzare, poi tornare seri. Tante pagine, tante persone, tutto straordinariamente bello!

Laura Gigliotti

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