A San Matteo degli Armeni il reading musicale “Canto degli alberi” [video]

Dalle riflessioni, tradotte in libro, di Antonio Moresco

(Inviato Cittadino)

(Perugia) Una serata straordinaria, per contenuti e intensità, sotto il Nespolo dello spazio antistante l’ingresso della biblioteca. Affabulazione sul tema in riferimento al libro Canto degli alberi, pubblicato da Aboca Edizioni.

Come è nato. È un’opera poetica e visionaria, nata durante il periodo di quarantena. Moresco, isolato nella città natale Mantova, compie lunghe passeggiate notturne e si confronta con la presenza silenziosa e potente degli “alberi murati”, piante cresciute in luoghi ostili, tra cemento e pietre, che diventano simboli di resistenza e metamorfosi. Moresco scrive in totale solitudine, trasformando il trauma della pandemia in un canto.

Un lavoro multimediale che ha fuso parola e musica. Lo spettacolo ha visto la partecipazione di Alessandra dell’Atti ed Emma Stillitano. Alla lettura si sono alternate e sovrapposte esecuzioni di brani dalla musica classica alla contemporanea. Grande effetto nel buio del luogo e nella suggestione dell’antica location. 

A seguire, l’intervista di Giuseppe Moscati (Fondazione Centro Studi Aldo Capitini)  all’autore si dipana intorno al contenuto del libro.

Un libro politico? Sì, se intendiamo il concetto nel suo senso etimologico, ossia riguardante la vita sociale e i rapporti fra individui. Un vero manifesto, un’alleanza tra cultura, politica e natura

Pura poesia. Gli alberi diventano esseri compartecipi della condizione umana, portatori di nuove voci vegetali. Scritto e riflessioni in stile leopardiano, ma con una connotazione politica e sociale.

Cos’hanno da insegnarci le piante? Una duttilità, una memoria, una intelligenza del contesto. E fa un esempio imperniato sul fatto che l’albero non getta un nuovo ramo nel punto in cui ne è stato tagliato uno in precedenza.

Le metamorfosi. Il mondo animale si mostra più flessibile di quello dell’umano. Basti pensare che ci sono formiche alle quali spuntano le ali. L’uomo ha dovuto sperimentare la fantasia creativa di un Kafka, per ipotizzare la storia di un uomo (Gregor Samsa) che si risveglia scarafaggio: “Un mattino, al risveglio da sogni inquieti, Gregor Samsa si trovò trasformato in un enorme insetto”. 

Il mito fa scuola. Per non parlare del mito antico e della continua osmosi metamorfica fra uomini/donne e alberi, secondo una narrazione comune ad Ovidio e a tanti autori del mondo greco-romano.

Gli alberi murati. Le piante hanno una resilienza straordinaria e una forza incomprimibile. Questo l’autore ha osservato nella sua città in cui veri e propri tronchi spuntano fra le antiche tessiture murarie.

Un pubblico numeroso e interessato ha seguito in assoluto silenzio e piena concentrazione la serata di cultura e divertimento.

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.