La cantante newyorkese ha coinvolto il pubblico facendolo cantare e battere le mani a tempo
(Città di Castello ) Un pomeriggio di grande musica e di emozione autentica quello vissuto nella chiesa di San Francesco, dove Joy Garrison ha trascinato il pubblico in un viaggio potente tra soul, jazz e gospel, con l’aggiunta di una piccola coda finale riservata alle canzoni natalizie, a cui il pubblico a partecipato cantando e battendo le mani a tempo. La storica cornice tifernate era gremita in ogni ordine di posti – e ben oltre – a conferma dell’attesa che circondava l’esibizione.

L’iniziativa patrocinata dal Comune di Città di Castello, all’evento era presente il sindaco Luca Secondi; dall’Associazione Commercianti Procentro nella persona del presidente Flavio Benni e dall’Associazione Città di Castello Jazz & Blues di Natascia Ercolani con la direzione artistica di Amedeo Ariano. Ad introdurre il recital della cantante newyorkese, è stato il critico musicale e storico del jazz, Francesco Cataldo Verrina, che sui social ha definito il concerto un «trascinante pomeriggio soul-jazz-gospel», sottolineando la qualità dell’esibizione e l’atmosfera unica che si è creata nel cuore di Città di Castello.
Figlia d’arte, il padre era Jimmy Garrison. Contrabbassista di John Coltrane, la cantante, dotata di un’ugola adamantina e di un legame genetico con la tradizione del «canto nero» ha regalato una performance intensa, vibrante, capace di mettere in dialogo generi diversi con una naturalezza che ha conquistato fin dal primo brano. Il pubblico, coinvolto e partecipe, ha accompagnato ogni passaggio con entusiasmo crescente fino all’immancabile standing ovation finale, che ha suggellato un evento musicale di rara energia.













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