Cappella Degli Oddi: prossima inaugurazione dell’urna di famiglia dei Della Corgna


I resti umani verranno trasferiti in un’opera originale dell’architetto Leonardo Gobbini

(Inviato Cittadino)

(Perugia) La foto è un’anticipazione esclusiva. Ce l’ha amichevolmente ceduta Gianfranco Cialini, l’Indiana Jones della nobile famiglia  di rango europeo. Lo stesso Cialini che molto si è battuto per l’individuazione e la ricostruzione dell’albero genealogico e tanto altro. E che sta per uscire con un libro, bello, dovizioso, anticipatore di scoperte e generoso di documenti inediti, per i tipi di Morlacchi editore: “Ascanio della Corgna. Riscoperta di un protagonista del 500” (prefazione di Mario Tosti, foto di copertina con ritratto inedito, reperito in Austria, riferibile a Giovanni Battista Fontana, pittore di corte del granduca Ferdinando II d’Asburgo).

È ormai una battaglia storica, quella di Gianfranco Cialini, combattuta con le armi pervicaci di una ricerca inesausta, animata da una passione incomprimibile. E che trova compimento con questa operazione verità. 

Intanto, da credente e praticante, Cialini ha preteso che quei resti venissero benedetti. Cosa che avverrà sabato 21 giugno, alle 10:00, all’oratorio di San Bernardino, nel complesso monumentale di San Francesco al Prato. 

Dopo la cerimonia, presieduta dal vicario arcivescovile don Simone Sorbaioli, una processione composta e preceduta dagli Ordini cavallereschi più significativi (Cavalieri di Malta, Cavalieri del Santo Sepolcro). Quindi il trasferimento delle spoglie alla Cappella Degli Oddi, in posizione che fronteggia la cassetta  contenente i resti mortali di Braccio Andrea Baglioni, detto Fortebraccio. 

Un reliquiario in legno dipinto, risanato dal restauratore Giovanni Manuali, curis et impensis dell’avvocatessa Nives Tei e su impulso di chi scrive. Il sarcofago è sovrastato da un busto di Ascanio, le cui fattezze umane sono state intercettate in ritratto d’epoca scovato dallo stesso Cialini. Quel busto era conservato a Perugia, in Palazzo dei Priori.

Dichiara Cialini: “Ho voluto che quei resti mortali fossero benedetti, anche in nome e memoria di una famiglia ispirata da ferventi principii di cristianità ”.  L’iniziativa fa capo al distretto 108 L dei Lions, al Club di Corciano (nella persona di Cialini, autore del ritrovamento dei resti del condottiero), e al Comune di Perugia.

( Curiosità cronologiche: 150 anni corrono fra la morte di Braccio e quella di Ascanio, 450 anni dalla morte di Ascanio, a questa “seconda sepoltura”)
( Dati storici: ben 5000 persone parteciparono ai funerali di Stato da Roma e Perugia. Delle quali ben 500 partecipanti provenienti dal Trasimeno)

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