Poi a Roma per l’incontro col Santo Padre a pregare per la Pace
(Inviato Cittadino)
(Perugia) Fratellanza, comprensione, condivisione di valori di pacifismo e spiritualità.
Ponte di Pace Italia-Ucraina. Queste le direttrici lungo le quali si muovono queste donne provate dall’ansia e dalla preoccupazione per la sorte dei loro cari, siano essi civili o militari. O in una condizione di lutto per aver perso familiari.
Un editoriale nato 80 anni fa a Perugia. Iniziativa organizzata curis et immpensis delle Edizioni Frate Indovino, stampatrici fra l’altro dello storico calendario. La casa editrice francescana, i cui proventi sono destinati a sostenere opere sociali e missionarie, nacque a Perugia nel 1945, grazie all’intuizione di Padre Mariangelo da Cerqueto, più noto col nome di Frate Indovino.

Non solo libri, ma concrete opere di bene. E pure iniziative di pace, solidarietà e accoglienza. Un esempio calzante è costituito proprio dal pellegrinaggio delle madri ucraine colpite dalla guerra, sostenuto e assecondato in un percorso di preghiera. Fin dallo scoppio del conflitto, i Cappuccini hanno promosso viaggi umanitari in Ucraina, ai quali cui ha partecipato anche la nostra Caritas diocesana.
È nata così a Kiev la “Casa Padre Pio”. L’iniziativa si colloca nel quadro delle campagne di sensibilizzazione e di sostegno a favore delle madri colpite dal lutto. E la Casa di Padre Pio è un centro di accoglienza e cura psicologica e spirituale per donne che hanno perso figli o mariti in guerra.

Un aiuto imponente. Raggiungono il numero di oltre 500 le donne ad essere state accompagnate in un percorso di guarigione interiore, amicizia e fede. Una seconda casa è stata recentemente aperta a Vinnytsia.
Oggi l’incontro col Padre provinciale, col vescovo Maffeis e con don Marco Briziarelli. Nel pomeriggio odierno (5 settembre) a Perugia le 40 madri saranno accolte nella sede delle Edizioni Frate Indovino, dove incontreranno il Provinciale dei Cappuccini, fr. Simone Calvarese, il Vescovo Ivan Maffeis e il direttore della Caritas, don Marco Briziarelli e un gruppo di volontari.
L’indicazione papale. Il pellegrinaggio si colloca nel solco tracciato da Papa Leone sin dal suo primo discorso, quando ha invocato “una pace disarmata e disarmante, umile e perseverante”, una pace che nasce da Dio e si costruisce “con il dialogo, con l’incontro, unendoci per essere un solo popolo, sempre in pace”.
La comunità ucraina è presente a Perugia nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, in via Caprera che fu concessa da parte del cardinale Gualtiero Bassetti. È Vasyl Hushuvatyy, sacerdote cattolico ucraino di rito bizantino, che guida la comunità ucraina in momenti di preghiera e socialità.













Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.