Le donne del giornalismo premiate a Ponte San Giovanni [video]

Una serata di riconoscenza celebra otto professioniste dell’informazione, tra storie di passione, radici territoriali e successi internazionali

(Perugia)  La sede della Pro Ponte per la festa della Donna si è trasformata in un luogo di memoria, orgoglio e riconoscenza verso le giornaliste ponteggiane che, negli anni, hanno portato il nome del territorio nelle redazioni italiane e internazionali. La cerimonia della “Donna dell’Anno 2026” ha celebrato otto professioniste dell’informazione, protagoniste di percorsi diversi ma accomunate dalla stessa passione per il racconto del reale.

La serata si è aperta con un omaggio musicale dedicato alla figura femminile, attraverso versi evocativi che hanno introdotto il tema della pluralità delle identità delle donne. A seguire, gli intermezzi del gruppo Not Tattoos, composto da artisti ponteggiani, che hanno accompagnato i vari momenti della cerimonia.

A dare il benvenuto è stata la giornalista Anna Lia Sabelli Fioretti, che ha condotto l’incontro con ironia e bravura: “Per una che fa interviste, intervistare altre che fanno interviste non è semplice. Dovevo trovare domande non banali, capaci di accendere la fantasia delle mie colleghe.” Anna Lia Sabelli Fioretti ha poi sottolineato la sorprendente concentrazione di talenti nati o cresciuti a Ponte San Giovanni:\ “Questa terra è fertile: qui sono nate giornaliste con curriculum da far tremare.”

Le otto giornaliste premiate rappresentano un mosaico di esperienze che attraversa quotidiani, televisioni, agenzie internazionali e redazioni locali. Manuela Acito, caporedattrice del settimanale La Voce e presidente UCSI Umbria, ha ricordato il suo maestro, Monsignor Elio bromuri:

“Ci spingeva a formarci, a leggere, a capire. Il primo maestro non si scorda mai.” Dal TG2 è arrivata Federica Bambagioni, che si occupa di cronaca, cultura e società. Ha raccontato il suo impegno sui temi dell’educazione digitale.

Dalle grandi testate internazionali è intervenuta Daniela Berretta, con esperienze alla CNN, Associated Press, BBC e anni trascorsi come inviata in Medio Oriente: La cronista del Corriere dell’Umbria Paola Costantini è stata premiata per il suo lavoro sul territorio, mentre Irene Fioretti, oggi al TG3 Esteri, ha ricordato i suoi inizi al Messaggero:

“Sono entrata per curiosità. Guardavo, ascoltavo, imparavo.” Dalla TGR Umbria è arrivata Antonella Marietti, vicecaporedattrice, che ha definito così il suo mestiere:

“Non è un lavoro: è una passione che ti accompagna dall’inizio alla fine della giornata.” La presidente di RaiCom Claudia Mazzola, con un percorso che va dalla filosofia al TG1 fino alla guida della società che commercializza i prodotti Rai nel mondo, ha sottolineato il valore della formazione umanistica. Infine Erika Pontini, capocronista della Nazione di Firenze, nota per aver seguito i casi di cronaca nera più complessi dell’Umbria. La cerimonia ha voluto riconoscere non solo le carriere, ma anche il legame profondo che queste professioniste mantengono con Ponte San Giovanni. Un legame fatto di memoria, radici e senso di comunità.

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