E il Comune che fa, interviene? No, chiude tutto!
(Inviato Cittadino)
(Perugia) – Passata la festa, gabbato lo santo. È d’uso dire. Ma la Festa ferragostana dell’Immacolata è passata e pare ora di dare lettura dei numerosi cachiers de doléances monteluciani. Quaderni di lamentele che si fanno sempre più voluminosi. Praticamente… quadernoni.
Monteluciani scontenti. Pare che gli unici ad essere gabbati siano gli ultimi indiani richiusi nella riserva: gli abitanti di Monteluce. Il cui toponimo evoca tristemente tempi in cui qui ci fu vita e commercio, relazioni e cura. Ma di luce ne resta ben poca. L’espressione I CARE sembra essere passata di moda. Tanto che gli abitanti lamentano disinteresse da parte di quanti dovrebbero avere a cuore le sorti, e la manutenzione, del quartiere.

L’ospedale trasferito. Dopo il trasferimento dell’Ospedale Policlinico, è andato tutto di traverso. Esercizi chiusi per mancanza di clienti. E non parliamo solo di negozi che vendevano protesi e materiali sanitari.
Operazione immobiliare: flop colossale. Il fallimento conclamato dell’operazione Nuova Monteluce, con soldi (pubblici e privati)… volatilizzati, ha dato la stura al susseguirsi di eventi che hanno impoverito il quartiere. Malgrado la tenace operazione dell’associazionismo di base che si adopera per tenere alto il vessillo della cultura: che non è uno sfizio da signori, ma alimento e sostanza di valori e tradizioni da tutelare.
Il famigerato sottopassaggio. La storia è vecchia: fatta di trascuratezza, negligenza, sporcizia, degrado, colpevole indifferenza delle istituzioni.
Il sottopassaggio fa letteralmente rivoltare lo stomaco. Sudiciume, abbandono, escrementi sulle porte che vi si affacciano (e che un tempo erano sede di bei negozi). Residui di alimenti abbandonati sono esca per topi che passeggiano fra i rifiuti.
Il Comune che fa? Chiude il sottopassaggio con rete da cantiere. Sul versante che fronteggia lo storico Bar Loris e su quello alla base della scalinata di via Cialdini, in prossimità delle botteghe medievali.
Insomma: meglio non vedere, non sapere, non entrare nel merito. Non so, non c’ero. Se c’ero, dormivo (Dario Fo dixit) È il detto delle tre scimmiette: non vedo, non sento, non parlo. Ma il Comune sa, vede, ha il dovere d’intervenire. Intanto chiude, poi si vedrà.
Sorte analoga è toccata alla canellina in fondo alle scalette, vicino alla pensilina del pullman. Anche qui c’era il problema che quel rubinetto non funzionava. Presto fatto: invece di sostituirlo, chiudo l’alimentazione dell’acqua. E così non perde più.
Ma c’è sempre un cittadino di buona volontà che cerca di fare quello che può. In questo caso, il cittadino esemplare si chiama Enzo Rossi, personaggio amatissimo anche per le sue trascorse benemerenze nei confronti della comunità: esponente dell’Avis, ha aiutato centinaia di persone in situazione di gravi malattie. Ha seguito e contrastato il degrado del quartiere, quando era dominato dallo spaccio e dal malaffare. Insomma: quello che si dice: una persona perbene.
Il rubinetto lo cambio io. In questo caso (siccome dovevano passare dei ciclisti che, di solito, si fermano e si rinfrescano alla canellina) Enzo ha preso l’iniziativa di sostituire quel rubinetto. Chissà se lo denunceranno per aver messo le mani sopra un bene pubblico? Speriamo di no e abbiamo già pronta la colletta per sostenere le spese legali, laddove ce ne fossero.
Ma qualcosa, anzi molto, deve cambiare. Osserva un residente: “I mali si chiamano incertezza continua sulla sorte dell’ex chirurgia. Forse solo la effettiva riutilizzazione di quel complesso potrebbe ridare un po’ di vita al quartiere”.
Università, dove sei? E poi, ancora, indeterminatezza sul trasferimento – specie riguardo ai tempi – delle nuove strutture universitarie nei vecchi padiglioni di via del Giochetto. Per sopperire alla carenza di alloggi per studenti, nonostante questi possano essere facilmente realizzati senza ricorrere a nuove costose edificazioni… Insomma: cose da fare, tante. Azioni, per ora, pochissime, quasi niente.
I monteluciani si sono rivolti a una politica importante, molto legata a Monteluce. Lei ha promesso interessamento presso l’assessore comunale con delega al ramo. Se son rose, fioriranno. Per il momento l’attesa è lunga e sfiancante. Col caldo e la rabbia che aumenta.
Fa caldo, governo cittadino. Cammino ostacolato da rovi, giornate roventi, proteste arroventate.













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