Ultimi interventi sulla Piaggia della Torre
(Inviato Cittadino)
(Perugia) È stata un’operazione lunga e costosa. Quella di Umbra Acque per il completo rifacimento della linea che dalla Torre di Sant’Angelo scende fino all’intersezione con via Francesco Innamorati. Il lavoro si è protratto per oltre un biennio. Con interruzioni obbligate all’inizio delle lezioni e ripresa durante le vacanze scolastiche.
Non sono stati pochi i disagi subiti dai residenti. Ci riferiamo nello specifico a quanti abitano la zona a salire sopra i cinque corpi edilizi Casa dello Studente, ormai chiusi da qualche anno per inagibilità e in attesa dell’utilizzo dei robusti finanziamenti per la loro riqualificazione e adeguamento alle norme di sicurezza.
Difficoltà anche per i residenti della Case Operaie ex Saffa e per quanti vivono alla sommità di Corso Garibaldi. Ma il disagio è stato anche forte per quanti utilizzano viale Faina come bretella che collega rapidamente con Monte Ripido (dove esiste anche una consistente presenza studentesca). E anche per quelli che, provenendo dalla zona nord di Perugia (Ponte Felcino…) sotto la Porta del Bulagaio salgono verso la Torre, e sono stati momentaneamente costretti a passare per via Fabretti, scendendo all’Elce e alla zona universitaria.

Da ieri, finalmente, tutto è riaperto fino al cassero. Con prudenza, s’intende. Dato che, anche nella giornata del 4 luglio, mezzi di Umbra Acque e ditte in subappalto erano all’opera per completare la chiusura e l’asfaltatura sotto le scalette finali di Piaggia della Torre, dove pure risiedono alcune famiglie. La zona San Francesco delle Donne, manifatture Giuditta Brozzetti, e residenze a valle è completata. Anche se, proprio ieri, alcune famiglie lamentavano l’assenza di acqua, presumibilmente dovuta a qualche intoppo presto risolto.
L’adduzione idrica al nuovo studentato (ri)costruito fra via Astorre Lupattelli e via Elce di Sotto è cosa fatta, anche se resta da chiudere il collettore sulle scalette di collegamento fra viale Faina e via Innamorati. Sono bazzecole, dopo un intervento che ha avuto carattere di eccezionalità. Sia in termini di tenuta che di salute pubblica. Si consideri infatti che la linea era in tubi di eternit, notoriamente cancerogena in quanto contenente amianto. Ecco perché questo intervento mostrava segni di necessità e urgenza.













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