Alla Famiglia Perugina si confuta un giudizio fondato sul pre-giudizio
(Inviato Cittadino)
(Perugia) Al Circolo del Tempobono di via del Cortone, tocca a Giovanni Brozzetti, presidente della popolare Associazione fondata (1957) da Dante Magnini, introdurre Giorgio Fanò Illic. Biologo, già Ordinario di Fisiologia presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti-Pescara, dove ha coordinato il Corso di Fisiologia e Biofisica di Medicina e Chirurgia.
Un conferenziere di lusso per abilità comunicativa e competenza. Fedele al detto “ludendo discitur”. Insomma: divertire l’uditorio e mandarlo a casa con qualche informazione da aggiungere al bagaglio personale di conoscenze. Spesso approssimative o addirittura sballate. Fanò Illic è stato anche coordinatore del Dottorato di ricerca in “Scienze mediche di base applicate” ed è accreditato da un cursus honorum di sicura solidità. Dunque: c’è da fidarsi. Almeno sul fatto che non sia un chiacchierone improvvisato che le spara grosse.

Dà fuoco alle polveri dicendo: “Non vecchiaia, che fornisce un’idea di avvilente degrado. Ma senescenza, che è un processo, non una malattia”. Inevitabile? Purtroppo sì. Ma riducibile nel suo inarrestabile progredire. E ci aiuta a smentire la definizione di Terenzio, per avvicinarci a quella di Cicerone (De Senectute) che difende la vecchiaia come fase di saggezza e riflessione, se adeguatamente preparata.
La senescenza primaria non è una malattia ma… una seccatura, questo sì! Non ci si può fare molto, come col tempo cattivo. Se ne prende atto e ci si munisce di ombrello. Che, fuor di metafora, sta per “prendere contromisure”. Che non sono, e non devono essere, le famigerate (e altrettanto praticate) punturine e manco la blefaroplastica: insomma il rifarsi.
Allora, dunque, vediamo come invecchiare in modo sano. Cominciamo col dire che esiste una differenza fra gerontologia e geriatria. Che l’anziano non è un malato. Che occorre avere cultura e prudenza per vivere – e arrivare a morire? – meglio. Dato che condizione socio-economico-culturale e salute vanno di pari passo. Non solo perché chi se lo può permettere non attende mesi per una visita o un esame e se li paga, intervenendo in tempo. Ma perché chi più sa, e più ha… meglio provvede.
Fondamentali sono lo stile di vita, l’ambiente, l’abitudine alimentare e l’atteggiamento salutista. E lottare coi radicali liberi. Che non sono i seguaci di Pannella e Bonino, ma i nemici giurati dell’invecchiamento. Ne risentono in primis la pelle, il sistema scheletrico, i muscoli, il cristallino. Un po’ meno gli organi come cuore, cervello, polmoni. E gli apparati. Ché loro sono programmati per durare di più. Che fare? Riparare le strutture, rispettarle e soprattutto muoversi. “Movimiento!” (anche senza la palla), sentenziava e incitava un celebre allenatore dell’Inter, il Mago Helenio Herrera.
Ed è proprio il movimento il nostro maggiore alleato. Da praticare con prudenza, senza strafare, perché “in medio stat virtus” o, per dirla alla Manzoni , “Adelante, Pedro, cum iudicio!”. E veniamo alla rivelazione della chiave per aprire le porte della longevità. INNAMORARSI. Di chi e di quello che ti pare. Avere interessi, coltivare passioni, praticare hobbies. Svegliarsi al mattino avendo un progetto per la giornata. Altrimenti è la fine. La depressione è il peggior nemico della longevità e il più potente alleato dell’invecchiamento.
A conclusione dell’incontro, un momento conviviale offerto, more solito, dalla moglie del presidente, Marilena. Golosità dolci e salate. Alla faccia dei radicali liberi. E di quelli “imprigionati”.












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