Venezia in locazione

La famosissima città veneta “fatta di canali” è diventata un caso di studio per l’incessante flusso turistico 

Venezia è senza dubbio una città che chiunque desidera visitare almeno una volta nella vita. Ogni giorno migliaia di visitatori la percorrono, la fotografano, la consumano e sempre meno persone riescono a godere della vita lenta e silenziosa tra calli e fondamente.

L’Istat ha classificato Venezia come seconda città più visitata d’Italia dopo Roma. Dato positivo quanto negativo: il turismo è sicuramente un motore portante dell’economia della città ma anche un fenomeno di difficile gestione. L’intensità e la concentrazione di visitatori hanno reso Venezia uno dei simboli globali dell’overtourism: un flusso continuo di visitatori che supera la capacità della città, trasformandola.

E’ il turismo giornaliero ad essere incisivo: il visitatore mordi e fuggi resta poche ore, contribuisce alla pressione degli spazi urbani (calli affollate, servizi saturi e ritmi quotidiani alterati) e ha poco peso sull’economia locale.

Parallelamente si intensificano le locazioni turistiche brevi favorite dal Decreto-legge 50/2017 che rende più semplice e redditizio l’affitto di un immobile a turisti anziché a residenti. Il risultato è uno svuotamento progressivo: la gentrificazione turistica. I residenti originari sono spinti a vivere da altre parti a causa dell’insostenibilità economica e sociale.

Le locazioni turistiche brevi sono una delle cause principali per cui è diminuito il numero di residenti nel centro storico negli ultimi decenni. Restare a Venezia diventa una scelta sempre più difficile mentre godere di un immobile in affitto per breve tempo è a portata di click. Ciò che diviene arduo per un residente, è invece semplice per un turista.

La città continua ad esistere ma cambia identità: da luogo vissuto a semplice scenario da visitare. Organismi internazionali come l’Unesco hanno più volte messo in evidenza come sia importante trovare un equilibrio tra tutela, vivibilità e sviluppo turistico. Le direttive sono chiare ma la città lagunare sembra vivere un equilibrio tutto suo.

 

 

 

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