Enrico e Chiara, grazie mille per il vostro tempo.
«Grazie a voi»
Che cosa significa candidarsi in tandem?
Errico:
«Il motivo per cui ci siamo candidati in tandem è che prima di tutto siamo amici, ci siamo conosciuti sul lavoro. Io sono un informatore farmaceutico e Chiara è un medico di medicina generale. Successivamente è nata anche un’amicizia, ma quello che ci ha fatto candidare insieme è che siamo soprattutto complementari (io sono moro, lei è bionda; lei è magra e io sono purtroppo “grasso”…). Però ci compensiamo nel modo di approcciare i problemi. Io sono più impulsivo mentre lei è sicuramente più riflessiva e riconosciamo entrambi quando uno di noi ha ragione…»
Perché avete deciso di candidarvi?
Chiara:
«Innanzitutto, noi riteniamo che la Perugia che amiamo meriti un posto da protagonista e non da comparsa; che sia capace di competere e stare al passo con le grandi città. Noi in questi mesi, grazie al confronto che abbiamo avuto con le persone, ci siamo occupati di diversi temi, abbiamo anche individuato alcune priorità e ci siamo messi al lavoro proprio per cercare di dare risposte sia chiare sia concrete. Ci rivolgiamo sia a chi ama Perugia sia a chi critica in modo costruttivo, per suggerire delle alternative per far sempre meglio»
Errico:
«Infatti, noi siamo in una lista civica proprio perché non abbiamo un partito di riferimento, altrimenti saremmo candidati in qualche partito nazionale. Sempre in tema di affrontare non in maniera critica ma in maniera costruttiva, mi allaccio a quanto fatto dall’amministrazione attuale quando negli anni passati si è ritrovata a prendere in carico dalla precedente gestione una situazione molto critica. Per questo oggi abbiamo pensato anche noi di mettere le nostre sensibilità al servizio di Perugia. Poi io sono una vittima del Comune di Perugia dalla nascita, perché mi hanno segnato con due “r” per sbaglio: mi chiamo Errico con due “r”…»
Chiara:
«Noi stimiamo molto tutto ciò che è stato fatto negli ultimi 10 anni e vorremmo continuare il progetto politico iniziato, di modo da continuare sul percorso di rilancio della città. Vorremmo farlo con volti già noti come quello di Margherita Scoccia e dei nuovi che siamo noi: Chiara ed Errico».
Parlatemi del vostro programma.
Chiara:
«Tra le tante priorità che abbiamo elaborato per noi merita un’attenzione in particolare il miglioramento della qualità della vita. Una lotta alla riduzione della povertà, ai diversamente abili, agli anziani, ai fragili e soprattutto agli effetti delle politiche a favore dei giovani in termini di lavoro e di facilitazione all’avviamento all’imprenditoria, nonché di conservazione dei posti di lavoro. Vogliamo dedicarci anche alle politiche di riduzione delle tasse, del turismo, dell’agricoltura e del recupero dei beni culturali, storici e archeologici; senza dimenticare la tutela dell’ambiente. Infine, perché no, vorremo occuparci anche della digitalizzazione che verrà.
Tema sanità: Dal mio punto di vista le politiche sociali e sanitarie meritano un discorso a parte perché la persona, le sue aspettative e le sue diverse esigenze, vengono prima di tutto. Vogliamo occuparci delle famiglie e dei loro bambini, dei giovani e degli anziani, su cui va posta un’attenzione particolare essendo l’Umbria la seconda regione più anziana d’Italia. Con l’aumentare delle aspettative di vita è cresciuto anche il senso di solitudine, spesso accompagnato dalle patologie croniche. Bisogna quindi puntare su luoghi come le palestre della salute dove far socializzare i nostri anziani, oltre che promuovere un invecchiamento attivo e degli stili di vita sani»
Errico:
«Sono un politico per passione da 22 anni e questa settimana faccio quarant’anni, ho trascorso quindi tanto tempo della mia vita a fare politica! Sicuramente rispetto alla Perugia di 10 anni fa, molto è stato fatto, specialmente in termini di sicurezza.
Tema lavoro: io penso che i perugini vogliano lavorare serenamente con uno stipendio decente, per cui anche la città deve prima di tutto rivolgersi al mondo del lavoro.
Tema strade: noi abbiamo come comune 3000 km di strade, di cui quasi 1/3 di pertinenza diretta del Comune di Perugia. Ovviamente la prima cosa che faremo è fare un piano di rifacimento delle strade intere, ma anche un disciplinare per regolare la responsabilità delle parti coinvolte nella realizzazione e nel collaudo del manto stradale (un esempio è la rotatoria di Madonna Alta, la cui costruzione ha richiesto sei mesi).
Noi che abbiamo una delle università di ingegneria migliori d’Italia abbiamo assolutamente migliorare questa situazione.
Dobbiamo andare in consiglio comunale e vedere cosa c’è da fare, perché poi le richieste dei cittadini sono tante. Di politica non ci vogliamo campare ma anzi il nostro desiderio è proprio quello di risolvere i problemi dei cittadini.
Chi sono i vostri riferimenti nel mondo della politica attuale e passata?
Errico:
«Per quanto riguarda i riferimenti politici, c’è da chiarire, come dicevamo, che abbiamo una lista civica. Siamo molto contenti di stare dentro “Perugia Civica” che è una lista effettivamente molto democratica Noi veramente facciamo le riunioni e decidiamo insieme. Nilo Arcudi ha creato un ottimo luogo di dialogo, forse quello che avrebbe dovuto fare il consiglio comunale. Sicuramente, visti i periodi di guerra è per me un riferimento politico Silvio Berlusconi, sia come uomo di pace e anche uomo di festa, fatemelo dire… Anche perché se fossi stato io oggi Presidente del Consiglio mi sarei prodigato immediatamente per la pace.
Orientare Perugia come città della pace, sicuramente ci avrebbe messo al centro della scena politica, un po’ come è stata Assisi quando fu protagonista del dialogo tra le diverse religioni.
Chiara:
«Ribadisco che secondo me l’amministrazione uscente ha fatto vivere a Perugia un periodo di rinascita vera dopo tanti anni bui. I miei esempi non possono che essere Romizi e tutte le amministrazioni che ha avuto in questi 10 anni. Vorremmo proseguire i progetti iniziati con lungimiranza, perché non è scontato che accada».
In che modo metterete anche la vostra professione al servizio della città?
Chiara:
«Io sono un medico di medicina generale e ogni giorno – sul territorio – svolgo la mia attività per la tutela della salute stando tra la gente. Vedo tutti i problemi, sia quelli organizzativi dell’apparato sanitario sia quelli sociali delle persone, come per esempio le famiglie che devono prendersi cura dei fragili. Ogni giorno dico a me stessa che si può far tanto per migliorare, soprattutto sul territorio; basti pensare alla presa in carico dei pazienti cronici toltaci dal COVID e che stiamo ricostruendo con la prospettiva di farlo meglio. Come categoria stiamo lavorando a dei progetti in cui i cittadini possano essere curati al meglio nei servizi territoriali, senza doversi recare né al pronto soccorso né in strutture difficili da raggiungere. So bene che il comune interviene marginalmente nelle scelte sanitarie e questo è un po’ il mio cavallo di battaglia: cercare di far sì che il comune riesca a entrare di più in merito alle politiche sanitarie della regione. Così facendo vorrei che il territorio, forte di una migliore organizzazione e strutturazione, diventi il protagonista della nostra sanità»
Errico:
«Quello che posso fare con la mia esperienza politica fatta a scuola e all’università, così come puoi vedere anche con il tandem: è cercare di raddoppiare e aumentare l’incisività della nostra forza in consiglio comunale. Tra le mie capacità ci sono di certo l’empatia e l’abilità di far riflettere gli individui ma anche il comune e gli enti, perché in fondo siamo tutti persone».
Come vedete Perugia nei prossimi 5 anni?
Chiara:
«Tra 5 anni la nostra Perugia avrà abbandonato il concetto di città isolata e si sarà avviata verso una nuova stagione di vita, in cui qualità del lavoro, buone condizioni di vita, offerta ambientale e i servizi di una città moderna si integreranno»
Errico:
«Per me c’è uno sliding doors: dipende chi vince le elezioni. I cittadini possono scegliere una città in cui, secondo me, l’amministrazione uscente ha lavorato molto bene anche se sicuramente è migliorabile (se noi due venissimo eletti). Oppure una città dove ho visto candidarsi con la Ferdinandi persone che mi riportano a quel periodo buio della politica perugina. Mi piacerebbe vedere una città in ordine, pulita, libera dalla paura di uscire la sera e con un centro storico “frizzante”. Vorrei una Perugia volta all’integrazione; facciamoglielo prendere sto “donca” a chi viene da fuori…
Enrico e Chiara grazie per il vostro tempo. In bocca al lupo.
di Redazione













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