Verso il voto – la Visione per l’Europa di Beatrice Spitoni e Giuseppe Gasparri (Democrazia Sovrana Popolare)

Beatrice Spitoni Lei è nuova all’esperienza politica. Ce ne parla?

Sono un Avvocato di Perugia ed esercito nel settore del diritto civile, con specifico riferimento agli istituti volti alla tutela delle più grandi risorse del nostro Paese, ossia la piccola e media impresa e la Famiglia, e con particolare attenzione alla tutela dei diritti fondamentali dell’individuo. A questo ultimo riguardo, quale referente in Umbria dell’associazione “Umanità e Ragione” nata dall’esperienza referendaria per l’abrogazione del green pass, ho portato avanti una battaglia contro le gravissime discriminazioni subite da numerose categorie di persone a causa degli obblighi vaccinali imposti dalla normativa in materia di Covid-19, per la rilevanza primaria della dignità dell’essere umano e a tutela dei diritti costituzionalmente garantiti, compreso il diritto al lavoro.

Perché ha deciso di assumere questa candidatura alle elezioni europee con Democrazia Sovrana Popolare?

Per rispondere a questa domanda è necessaria una premessa:il primo fondamentale obiettivo del progetto politico di Democrazia Sovrana Popolare è recuperare la Sovranità nel nostro amato Paese e, per raggiungere questo obiettivo, è indispensabile sensibilizzare il popolo sulla necessità del primato della politica su tutto il resto.

Gli Italiani da troppi decenni ormai hanno deposto la matita dell’urna elettorale perché è stato persuaso che la politica nulla può fare per un reale cambiamento. O perché corrotta o perché impotente di fronte alle continue politiche emergenziali di tipo economico, sanitario, bellico che vengono prospettate come accidentali e risolte solo attraverso “governi tecnici”, composti da presunti esperti che prendono in mano il potere di governo del Paese senza che nessuno li abbia votati.

Questo meccanismo perverso ed ipocrita deve finire: le emergenze si verificano perché vengono artatamente causate o volutamente mal gestite. L’unico strumento che abbiamo per mettere fine a questa situazione è che il popolo riprenda in mano la consapevolezza che il vento del cambiamento passa per l’esercizio del diritto di voto, che è il primo strumento con il quale si esercita la sovranità che gli appartiene per dettato costituzionale.

Ho fatto quanto era nelle mie possibilità come Avvocato, ma, appunto, per un cambiamento effettivo degli attuali spaventosi scenari nazionali e sovranazionali, la strada della politica è imprescindibile. Per questo ho deciso di rendermi parte attiva nella compagine del partito DSP, anche mediante la candidatura, ma non solo.

Qual è la novità che può portare il DSP nel panorama politico attuale del Paese?

Democrazia Sovrana Popolare è l’unico Partito che ha un chiaro progetto politico di ampio respiro. Non solo ci poniamo come obbiettivo concreto e prossimo quello di lavorare per fermare la guerra russo/ucraina puntando a favorire l’adozione di immediate trattative diplomatiche ma più in generale ci impegniamo ad intraprendere politiche tese a fermare il progressivo e preoccupante impoverimento della classe media, l’avanzare della disoccupazione ed il dilagare della crisi delle piccole e medie imprese italiane. Purtroppo, sono proprio i folli diktat della UE a determinare questo declino ed è in questo ambito che è necessario agire.

Può specificare in che modo ritiene L’UE responsabile di tutto ciò?

Come accennavo, le emergenze economiche, sanitarie e belliche degli ultimi venti anni almeno vengono strumentalizzate per legittimare l’adozione di politiche in seno all’Unione Europee a totale detrimento del reale benessere dei cittadini, non solo economico. Vi sono esempi eclatanti sul punto, come la nota direttiva delle c.d. “Case Green”, il Digital Services Act, le politiche che pretendono di imporre l’ideologia “gender”, l’appoggio della UE al trattato pandemico dell’’OMS ecc. Tutte operazioni politiche portate avanti dalla governance globale, legata a filo doppio con i vertici della UE, tese a drenare risorse dal basso, dai cittadini, per favorire le élite

Qual è invece l’apporto che lei ritiene di dare in questa tornata elettorale?

Il mio apporto, non solo per l’imminente fase elettorale, è continuare a diffondere il progetto politico di Democrazia Sovrana Popolare affinché questi temi e queste preoccupazioni, totalmente oscurate e sottaciute dal c.d. mainstream, vengano massimamente diffuse per sensibilizzare l’opinione pubblica in merito alla gravità delle conseguenze derivanti dalle politiche dell’UE a danno dei cittadini, evitando che certi messaggi, parte dei quali purtroppo già acriticamente recepiti dal tessuto sociale, vengano a radicarsi in modo irreversibile.

Avv. Gasparri è il coordinatore regionale di DSP.

Democrazia Sovrana Popolare si presenta alle elezioni europee. Un nuovo partito politico che esordisce in un appuntamento elettorale così importante. Vi sentite all’altezza della sfida?

“Certo. Va detto che partiamo già da un grande risultato. Siamo infatti estremamente soddisfatti non solo, ovviamente, per aver centrato il risultato di una impegnativa raccolta firme nonostante il nostro partito avesse celebrato il proprio congresso fondativo appena ad inizio anno ma anche e soprattutto per l’interesse popolare che abbiamo suscitato. Il consenso e l’appoggio dei cittadini nelle piazze, nei mercati, nei centri di aggregazione, ovunque in giro per l’Umbria non ha fatto altro che confermarci che la strada intrapresa è quella giusta”.

Cosa vi aspettate da queste elezioni europee?

“L’appuntamento elettorale è fondamentale per la vita democratica di un paese ma un progetto politico degno di questo nome deve saper guardare oltre. Deve offrire una prospettiva. DSP ha una visione ben precisa ed unica nel panorama politico italiano, in campo sociale, economico, delle politiche del lavoro, dei diritti e del mondo. Nell’ottica di una proposta politica di largo respiro non sottovalutiamo, però, i concreti e determinanti risvolti che le prossime elezioni europee potranno avere per la popolazione italiana. Sarà, in questo senso, di vitale importanza recuperare sin da subito quote di sovranità. Queste elezioni saranno un bivio in tal senso e Democrazia Sovrana Popolare ha saputo scegliere la strada giusta: quella della difesa delle istanze popolari contro lo strapotere dei potentati finanziari che esercitano la loro egemonia in Europa.

In senso più ampio, ci attendiamo un rafforzamento di Democrazia Sovrana Popolare nei territori, atteso il ruolo che i cittadini ci attribuiscono di unico argine politico alle imperanti logiche globaliste. Non possiamo far altro che farci carico di questa responsabilità e proseguire con forza la nostra battaglia politica. Le prossime elezioni europee sono solo l’inizio di un lungo percorso il cui approdo finale è il completo recupero della sovranità popolare.”

Una forza che si dichiara antieuropeista con quali motivazioni si presenta proprio alle elezioni europee?

“Nel particolare momento storico che stiamo vivendo le politiche portate avanti dalla U.E. possono avere conseguenze devastanti ed irreparabili per le sorti delle popolazioni europee e tali da impedire il futuro ritorno alla sovranità popolare in molti settori. Si pensi alla prefigurazione del famigerato “esercito europeo”. Per questo come per tante altre questioni sarà determinante agire immediatamente e dall’interno della stessa U.E. per fermare il definitivo smantellamento di ogni autonomia nazionale prima che sia di fatto impedito ogni futuro recupero.”

L’anno scorso Lei è stato coordinatore regionale del comitato referendario “Ripudia la guerra”. Cosa porta di quell’esperienza in DSP?

“Il mio impegno in Democrazia Sovrana Popolare è la naturale continuazione dell’esperienza referendaria. Dirò di più, le prossime elezioni costituiscono un vero e proprio referendum contro la guerra e solo il voto per DSP da concrete garanzie, grazie all’esperienza di “ripudia la guerra”, di ferma opposizione ad essa. Noi l’impegno in tal senso l’abbiamo preso già in tempi non sospetti. Sono certo che la gente, nelle urne, ce lo riconoscerà.”   

Ringraziamo  Giuseppe Gasparri e a Beatrice Spitoni per aver condiviso queste argomentazioni.

di Redazione

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