Verso il voto – la Visione per l’Europa di Francesco Cappelletti (Movimento Stati Uniti d’Europa)

Il perché di questa candidatura?

Le elezioni europee dell’8 e 9 giugno, non sono solo un voto: avremo in mano una matita che determinerà il nostro futuro. Per questo motivo mi sono messo in gioco con la lista Stati Uniti d’Europa – l’unico programma che parla veramente di Europa. Mi chiamo Francesco Cappelletti, ho 31 anni, sono ricercatore ed accademico, originario dell’aretino. Lavoro a Bruxelles da qualche anno, ma non ho mai perso il legame con il mio territorio.

Quali priorità per i prossimi 5 anni un Europa?

Sono convinto che nei prossimi anni dovremo lavorare in maniera coesa su un importante trilemma per le politiche sociali, industriali e strategiche: la nostra sicurezza, la sostenibilità e la competitività saranno i cardini su cui fondare l’Europa del futuro. Oltre a questo, diritti umani e civili, dei lavoratori, politiche migratorie concentrate sull’integrazione, coesione e scelte di politica internazionale volte a preservare la pace e la cooperazione. L’Europa non può che essere protagonista: bisogna mandare un segnale forte a regimi autocrati e illiberali che vogliono usare la guerra come strumento di diplomazia.

Cosa dovrebbe fare la politica in concreto?

Nell’era dell’intelligenza artificiale e del metaverso, serve una politica adatta a rappresentarci davvero. Per farla credo si debba restare con i piedi per terra, vicini agli elettori. Trovo assurdo che siamo tutti costantemente connessi, con lo smartphone in mano, ma la classe politica ancora metta il paraocchi quando ci sono problematiche che emergono dal territorio dove sei stato eletto. Ad esempio, se fossi eletto, vorrei un contato diretto con chi ha creduto in me. Quindi direi: chiamatemi, scrivetemi, rompetemi le scatole se avete idee – questo deve essere il nuovo modo di fare politica.

Cosa farei se fossi un eurodeputato?

Ascoltare. Ascoltare e imparare. A me non interessano le lotte interne dei partiti, non ho alcun fardello politico. Posso essere la voce della ragione. Se c’è un dibattito non sarò uno di quegli eurodeputati seduti che premono un bottoncino su indicazione di un assistente via WhatsApp. A loro non importa nulla dell’UE e delle questioni europee. Quando c’è un problema devi essere provocatorio. Per fare il meglio per il territorio al Parlamento Europeo devi impegnarti, creare una coalizione di sostenitori, lavorare nelle commissioni, con gli advisors, con gli altri gruppi (italiani ed europei) devi creare un consenso. È questo che farei, sempre mantenendo il contatto con cittadini e piccole imprese, medie e poi anche grandi. Si deve spiegare a tutti il perché delle scelte che si fanno.

Un appello agli elettori?

Ai giovani dico di andare a votare, per dar torto a chi dice che non ci interessa la politica. Proviamo a sostenere una politica vivace, fresca, fatta di idee, ma realistica – lasciamo agli altri l’utopia del ‘tutto e subito’ e ‘ce lo impone l’Europa’. Con questo spirito sarei onorato di essere la vostra voce nell’emiciclo del Parlamento. Invece a chi meno giovane chiedo di votare per il futuro di figli, nipoti, delle nuove generazioni. In ogni caso vorrei un futuro in cui l’Europa è fatta a misura di cittadino, vicina ed Unita per davvero.

Francesco, grazie per il tuo tempo e le tue preziose considerazioni.

di Redazione

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