Barbara Bagaglia (Pensa Perugia): Riattivare la fiducia connettendo l’esistente. Pensa Perugia che riannoda i legami civili

Riceviamo e pubblichiamo

Lo spazio e gli edifici di una città sono la memoria materiale e immateriale di una comunità, e quando si fa un progetto in un singolo pezzo di città, sia esso un edificio, uno spazio o un insieme di edifici, è a quella memoria che si fa riferimento, andando a cercare in essa le ragioni di scelte orientate da bisogni e risorse.

Perugia ha dato i natali e ospitato molti personaggi illustri, ma oltre a loro,  avvicinando lo sguardo alla città odierna, andando a contare quanti e quali gruppi, associazioni e comunità esistono nel suo tessuto, si scopre che essa ne è ricchissima di movimenti dal basso, frutto di una comunità partecipe e attiva. Al di là della oggettiva frammentazione economica e sociale, Perugia ha saputo conservare una incredibile capacità comunitaria, di accoglienza, di catalizzatore di pace, di generatore di sostegno sociale e di cooperazione, di propulsore culturale e di produttore di bellezza materiale e immateriale.

Allora ci si chiede come sia potuto accadere che questa città, così forte e propositiva, sia diventata l’ombra di se stessa, chiusa, disgregata e impoverita.

Se dovessimo considerare questa riflessione su Perugia un progetto di architettura, diremmo che bisogna per prima cosa valorizzare quello che esiste, farne l’elemento fondante del nostro progetto esaltando il carattere del luogo e del contesto.

Se questa riflessione fosse fatta ad esempio a Ponte San Giovanni, diremmo che già solo raccontare ai cittadini quello che le numerose associazioni presenti fanno, sarebbe un progetto riuscito. Avere degli elementi puntuali, degli schermi parlanti, che lungo il territorio del paese raccontassero quello che succede nelle varie sedi delle associazioni, sarebbe non solo un antidoto a pensieri disfattisti, ma darebbe ai più la possibilità di partecipare. Sarebbe un grande segno per quanti hanno bisogno di verificare come la vita di progetti importanti per la comunità vada avanti lo stesso, anche in un periodo difficile come quello in cui ci troviamo. 

La oggettiva disgregazione del tessuto sociale della città viene anche dall’isolamento, dalla parcellizzazione delle vite e del lavoro, dalla separazione, dal non sapere cosa fa l’altro, dalla perdita di stimoli, conforto e forza che la comunità sa offrire.

Il progetto che ci immaginiamo per Perugia potenzia la sua energia comunitaria, riconnette le sue radici con il futuro in una visione positiva e costruttiva, sostiene e moltiplica esperienze in atto, stimola progetti condivisi e partecipati, suscita una nuova spinta creativa e visionaria capace di vedere lontano.

Rigenerare una città vuol dire riattivare connessioni, spazi e azioni nell’interesse dei cittadini, quindi per farlo serve una comunità che si conosce e riconosce nella sua storia e nelle sue aspirazioni come nei suoi bisogni e desideri.

Barbara Bagaglia, architetto, candidata lista Pensa Perugia (Azione – Più Europa – Socialisti per Perugia – Laboratorio Civico )

Comments are closed, but trackbacks and pingbacks are open.