Riceviamo e pubblichiamo
Mentre tutti i sindaci d’Italia si rivoltano contro le modalità con le quali il Mef intende applicare ai Comuni la spending review prevista dalla legge di bilancio e contenute nella bozza del decreto attuativo, rivelata pochi giorni fa dal Sole 24 ore, che prevede di fatto una quantità di tagli maggiore per i comuni che hanno ottenuto più fondi tramite il Pnrr, a Perugia tutto tace.
Nessuna dichiarazione in merito, infatti, è pervenuta da parte del nostro sindaco, né dalla candidata a sindaca di centro destra, Margherita Scoccia – che voglio ricordare, ricopre ancora la carica di assessore all’urbanistica – troppo impegnati, forse, nella loro campagna elettorale, per preoccuparsi di tutti i progetti del Comune di Perugia ancora in cantiere, molti dei quali inaugurati cinque o sei volte, ma i cui lavori sono fermi o neanche iniziati.
Quella del Mef è una decisione irragionevole, come ha ben dichiarato il Presidente dell’Anci, che andrebbe combattuta a spada tratta, soprattutto dal Comune di Perugia, che per i vari progetti finanziati dal Pnrr ha in ballo oltre 160 milioni di euro. Infatti, se il governo taglierà le risorse di parte corrente i Comuni che hanno ricevuto i finanziamenti del Pnrr e sono impegnati nella realizzazione delle opere pubbliche tanto attese dai cittadini, saranno fortemente penalizzati.
Come ha fatto presente Decaro, il taglio previsto per gli enti locali è di 250 milioni quest’anno, prima tranche di 1 miliardo e 250 milioni fino al 2028 e la cosa più grave è che il Mef vuole ripartire questo taglio colpendo i Comuni in misura direttamente proporzionale ai finanziamenti Pnrr che hanno ricevuto per gli investimenti. Questo significa che i tagli saranno più ingenti per i Comuni che avranno costruito più infrastrutture, avranno acquistato più autobus elettrici o realizzato più parchi pubblici. Ovviamente, una volta applicati i tagli, questi investimenti, per poter andare avanti, richiederanno ai Comuni maggiore spesa corrente.
Che fine farà il Turreno? Il cantiere di Ponte San Giovanni dove i lavori sono fermi da settimane? Ma soprattutto, che ne sarà del BRT detto Metrobus? Quest’opera, definirei, ormai monumentale, che stenta a partire e che ha ricevuto un finanziamento di oltre 80 milioni di euro? Un’opera per la quale dovrà essere rivisto il progetto, perché grazie alle battaglie del M5S, dei residenti e di tutta la coalizione di centro sinistra, si è evitato un danno ambientale, poiché dovrà essere ridefinito il posizionamento di quella esigua percentuale di corsia preferenziale, inizialmente prevista in via Chiusi, che avrebbe comportato l’inutile abbattimento di oltre 100 alberi.
Ma, tutto questo non sembra destare preoccupazione nella giunta uscente, nei futuri candidati consiglieri di centro destra, che vengono presentati quotidianamente uno ad uno sui social, né soprattutto nella candidata Scoccia, che nei suoi incontri con i cittadini parla di un progetto per Perugia fatto di investimenti e di sviluppo – mi chiedo con quali soldi se i fondi dovessero subire tagli. Sicuramente, dovrebbero essere preoccupati del rispetto delle tempistiche delle scadenze imposte dal Pnrr dei progetti di cui il Comune di Perugia è titolare, molti di questi in ritardo rispetto al cronoprogramma.
Francesca Tizi (M5S)












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