Trenitalia sembra ignorare le indicazioni europee.. e la Regione cosa fa?

Parola dell’esperto di trasportistica, colonnello Alessio Trecchiodi

(Inviato Cittadino)

(Perugia) L’Europa raccomanda che la mobilità debba essere incentivata su ferro. Ma c’è chi non l’ascolta. Osserva Alessio Trecchiodi, ex colonnello dell’aeronautica, accreditato come esperto di trasportistica di terra e di cielo. Note le sue posizioni pro-ferro e anti-gomma, per le note ragioni di fluidità, economia, rispetto dell’ambiente. Note anche le sue posizioni per il potenziamento e la valorizzazione dell’aeroporto San Francesco. Idee fortunatamente seguite dalla politica. Cosa che non accade per viabilità stradale e ferro.

Dice: “La Regione Umbria non fa la sua parte, altrimenti sarebbe stata più attenta e più determinata a richiamare Trenitalia e consigliare quello che si potrebbe fare, grazie alle correnti disponibilità tecnologiche”.

 Aggiunge: “Il fatto negativo consiste nella circostanza che i collegamenti ferroviari di questa parte dell’Italia centrale vengano deviati sulla linea lenta (e nemmeno i treni POP 200 ci potranno salvare) perché su essa non ci sono più le tracce orarie disponibili”.

Perché? “In quanto francesi, tedeschi, spagnoli vogliono venire ad operare con i loro treni ad alta velocità”.

Con quali conseguenze? “Ciò comporterà che la direttrice Umbria/Marche-Roma, impoverita sulla appetibilità di essere il collegamento più veloce  con la capitale,  farà sì che, ogni anno che passa, il treno perderà costantemente appeal e, conseguentemente, utenza”.  

Le premesse storiche. “Pochi anni fa da Ancona e Roma erano attive 11 coppie di treni,  ora sono scesi a 6 coppie,  con la conseguenza che per l’Umbria sarà sempre peggio e i tempi di percorrenza aumenteranno invece di diminuire”.  

Cosa dovrebbero fare le Regioni. “Per ovviare al fatto che per questa parte operosissima dell’Italia, il trasporto ferroviario debba cessare di esser l’eterna Cenerentola, le amministrazioni regionali dovrebbero ribellarsi ed imporre al governo che ciò non avvenga, tramite soluzioni proposte da chi di ferrovie ha una conoscenza”. 

Andando avanti di questo passo, niente raddoppio. “Se questo andazzo prevale, non ci sarà più la giustificazione economica e trasportistica del raddoppio tra Spoleto e Terni, figurarsi quella della Fabriano Foligno”.  

Errare humanum, perseverare diabolicum. “Un noto dirigente del Ministero, che ha operato in Umbria  tempo fa, era d’accordo per  eleminare i treni umbri marchigiani dalla Direttissima sentenziando che i collegamenti fossero fatti con bus, lasciando operative solo le tre ferrovie longitudinali italiane e cioè l’Adriatica, la Tirrenica e dunque la Direttissima”. 

Errori e orrori. “Su questo schema era d’accordo un passato assessore:  infatti il suo assessorato  diffondeva cartine  giustificando una sinergia ferro/gomma dove i bus, operando in superstrada, convogliavano tutti i passeggeri su Creti. Insomma questa parte dell’Italia centrale doveva spostarsi a bassa velocità, mentre il resto doveva procedere alle velocità consentite dal sistema ferroviario moderno. Un’Italia a due velocità, dove però la nostra Umbria era collocata dalla parte peggiore”.

C’è da chiedersi: tutto questo è accettabile? La risposta la dia il lettore. Giudicando se le argomentazioni di Trecchiodi sono realistiche o campate in aria.

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