Qual è l’eredità artistica che ha lasciato suo padre, il grande Maestro Venanti, alla città di Perugia?
Mio padre è stato uno degli artisti più importanti non solo di Perugia, ma di tutta l’Umbria, conosciuto, stimato e studiato anche fuori dai confini del nostro Paese. È stato un uomo di grande valore, creatività e vivacità intellettuale, attraversando con la sua arte quasi un secolo di storia, e lasciandoci in eredità un ritratto pieno di trasformazioni che hanno interessato la nostra società. Ha amato e vissuto la città davvero come pochi e per questo, sono convinta, che il suo lascito continuerà ad arricchire ed influenzare anche le future generazioni.
Perché ha deciso di candidarsi?
La decisione di candidarmi alle prossime amministrative non è stata presa alla leggera, ma è il frutto di lunghe riflessioni e dell’incoraggiamento proprio di mio padre Franco, con cui ne avevo parlato poco prima che morisse. Lui stesso, che è stato consigliere comunale di centro-destra negli anni ’90, mi ha ispirato e mi ha mostrato quanto fosse importante essere vicini alle esigenze dei cittadini, e lavorare per il bene comune.
In che modo metterà la sua professione ed esperienza a servizio della città?
Il percorso accademico negli studi classici e nell’archeologia mi ha insegnato il valore della conoscenza, della cultura e della conservazione del nostro patrimonio storico: ritengo che queste esperienze possano arricchire il contributo personale che potrei apportare alla vita politica della nostra città. Il mio impegno è e sarà, indipendentemente dal risultato, quello di essere una voce per tutti, portando avanti le questioni che più ci stanno a cuore e lavorando in sinergia per trovare soluzioni pratiche e possibili, verso orizzonti più ampi.
A proposito di conservazione del patrimonio storico-culturale, cosa prevede il programma della coalizione di centro-destra?
Nel nostro programma si attribuisce grande importanza al recupero di importanti realtà del territorio, come la modernizzazione della Biblioteca Augusta e la ristrutturazione della storica Biblioteca di Villa Urbani, al fine di assicurare che continuino ad essere luoghi d’incontro, apprendimento e crescita per persone di tutte le età: è infatti cruciale, per noi, preservare e valorizzare queste peculiarità. Così come il rilancio di un altro sito di notevole valenza storica e culturale, come l’Ipogeo dei Volumni, finanziato attraverso il bando Pinqua per la realizzaione di nuove ricerche, con l’apertura del Parco Archeologico. Si pone, inoltre, l’attenzione al sostegno delle realtà culturali, sportive e associative per la crescita di Perugia e dei suoi cittadini, come anche la promozione di politiche di sviluppo integrato tra scuole di musica e il Conservatorio Morlacchi e la realizzazione di un nuovo Museo del Futurismo. Infine, sono previsti progetti di riqualificazione delle periferie anche attraverso murales artistici per installazioni di arte contemporanea e forme di urbanismo tattico nelle piazze dei borghi.
Come vede Perugia nei prossimi 5 anni?
Vorrei che Perugia diventasse sempre più un polo di eccellenza nell’ambito della cultura, oltre che essere ancora più inclusiva e fruibile da tutti, e che possa cogliere le opportunità offerte dai cambiamenti socio-economici che stiamo vivendo. La strada da percorrere è chiara: continuare ad innovare sulla scia dell’ottima gestione targata Romizi che, in questi ultimi dieci anni, ha avuto un impatto positivo sulla qualità di vita della nostra comunità. Una comunità che, oltretutto, ha promosso l’amministrazione uscente. L’auspicio è che questa prospettiva di crescita continui, evitando di tornare a politiche poco efficaci del passato.
Barbara grazie per il suo tempo. In bocca al lupo.
di Redazione












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