Studi ancora in corso per le mura medievali scoperte a dicembre durante i lavori per la tranvia
(Firenze) “Le mura di Dante” – così appellate dai cittadini e dai media nei mesi scorsi – emerse in prossimità di Porta alla Croce, si sono rivelate una testimonianza importante della storia cittadina. Nella mattinata del 28 febbraio sono stati presentati i primi risultati degli scavi a TourismA – Salone Archeologia e Turismo Culturale. La Soprintendenza fiorentina ha reso note le prime deduzioni degli archeologi e motivato le scelte di tutela e valorizzazione che hanno comportato un significativo ritardo del cantiere per la tranvia.

“Abbiamo avuto questo ritrovamento – ce ne sono stati anche altri tra i cantieri di questa linea – e sono stati tutti trattati in maniera uguale: si fermano i lavori, si capisce un attimo di che si parla, si chiama la Soprintendenza che fa le valutazioni del caso e poi si decide come trattare i lavori.” – questa la prassi dichiarata dall’Assessore alla Mobilità Andrea Giorgio, che aggiunge: “I lavori della tranvia vengono fatti con l’assistenza archeologica che sta sul cantiere, quindi con un meccanismo di monitoraggio costante.”
C’è pertanto una grande attenzione a ciò che emerge dal sottosuolo
In questo caso i lavori nella zona di piazza Beccaria hanno dovuto attendere più del previsto per il grande valore dei reperti che meritavano uno studio approfondito. Le mura trecentesche sono emerse nell’ambito dei lavori di Publiacqua contingenti al cantiere della tranvia, per rimodernare il sistema di tubature che porta l’acqua fino alla piana pistoiese.

Numerose le difficoltà affrontate dal Comune di Firenze e dalla Soprintendenza
Le proteste dei cittadini, già scontenti per il traffico causato dai cantieri; la necessità di proseguire con i lavori senza causare danno al patrimonio artistico; la volontà di tutelare e valorizzare le scoperte archeologiche senza creare ulteriori disagi ai cittadini. “Si è trovato un equilibrio tra le esigenze di sviluppo della città e le esigenze di conservazione e di studio del patrimonio.” – afferma l’Assessore Giorgio. L’accordo finale ha permesso di proseguire con i lavori rimuovendo una parte dei reperti; sarà la Soprintendenza a decidere cosa farne: “Se ricomporli ed esporli, se catalogarli e basta, se metterli nel progetto che stiamo realizzando rispetto all’archeologia nella tranvia con tutte le cose trovate nelle varie linee” – chiarisce ancora Giorgio.
La struttura emersa dagli scavi era adiacente alle antiche mura della città
È documentata fino alla prima metà dell’Ottocento quando, all’epoca di Firenze capitale, fu abbattuta insieme alle mura per la realizzazione degli attuali viali di circonvallazione. La struttura rinvenuta sul fianco destro della Porta alla Croce era adiacente all’antiporta e al ponte che passava sull’antico fossato – queste le prime deduzioni presentate da Michele Bueno, funzionario della Soprintendenza, con l’auspicio di approfondire gli studi.












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