Nino Springolo tra divisionismo, espressionismo e impressionismo

A Treviso il Museo Civico Luigi Bailo racconta l’artista trevigiano con la mostra “Nino Springolo e i due compagni”

(Treviso) Chi ha visitato Treviso e le terre che la circondano può dirlo con certezza: le acque cristalline del fiume Sile che bagnano la città, gli scorci del Monte Grappa e del Montello, i tramonti sulla vicina laguna veneziana sono difficili da dimenticare.
In una terra dove i campi, i casolari di campagna e le acque del fiume trasportano in una dimensione di serenità, un artista tra molti riesce a restituire queste sensazioni: Agostino Springolo, meglio conosciuto come Nino Springolo, a cui il Museo Civico di Treviso Luigi Bailo dedicherà fino all’11 novembre la mostra “Nino Springolo e i due compagni”.

Nino Springolo, Canale presso la laguna, 1913.Olio su tela, cm 51 × 64. Musei Civici di Treviso
Nino Springolo, Canale presso la laguna, 1913.
Olio su tela, cm 51 × 64. Musei Civici di Treviso

La mostra – promossa e realizzata dai Musei Civici del Comune di Treviso, con il patrocinio della Provincia di Treviso, il contributo e la collaborazione della Camera di Commercio Treviso Belluno Dolomiti e il supporto del Main Sponsor Generali: Valore Cultura – si inserisce in un ciclo di rassegne che desiderano dare risalto a figure chiave nel panorama storico e culturale della città. Insieme a Springolo sono esposte opere dei “due compagni” Gino Rossi e Arturo Martini.

Trevigiano di nascita, Nino Springolo non si allontanerà dalla sua terra se non per studiare a Monaco di Baviera e a Parigi. La pittura francese sarà di grande ispirazione per Springolo, il quale però non aderirà mai a una precisa corrente artistica.
Tornato in Italia prenderà parte alla Prima guerra mondiale, combattendo nelle battaglie dell’Isonzo. Le lunghe attese delle azioni militari lo portarono a maturare nuove idee sulla pittura, e a trasmetterle in seguito in una serie di tele paesaggistiche.

Il 1920 è l’anno in cui alla Biennale di Venezia vengono esposte alcune tele di Paul Cézanne: Springolo rimane colpito dall’uso del colore del pittore che aveva imparato a conoscere nel suo periodo parigino. Nel 1924 parteciperà alla Biennale di Venezia e negli anni successivi prenderà parte ad altre rassegne italiane ed europee.
La pittura di Springolo però non abbraccerà mai una sola corrente: è divisionista nelle tele “a strisce” (o “tagliatelle”), futurista, espressionista, naïf, impressionista. Sembra che sperimentare sia l’unico modo per raccontare ciò che vedeva e chi incontrava.

Gino Rossi, Paese asolano (Monfumo), 1912.Olio su tela, cm 71 × 59. Musei Civici di Treviso
Gino Rossi, Paese asolano (Monfumo), 1912.
Olio su tela, cm 71 × 59. Musei Civici di Treviso

La rassegna “Nino Springolo e i due compagni” mostra infatti come l’artista si sia reinventato diverse volte nel corso della propria carriera, spaziando dai paesaggi della campagna trevigiana alla laguna veneta, dai ritratti alle nature morte.
Il percorso espositivo – composto da più di cento opere, provenienti da collezioni pubbliche e private – si articola dunque secondo il tema delle diverse tele: le prime due sale ospitano i paesaggi, le successive invece i ritratti e le nature morte. La mostra si conclude con una riflessione sui legami dell’artista con altri due importanti nomi del panorama trevigiano: Gino Rossi e Arturo Martini.

La produzione di Nino Springolo era una continua ricerca di sé, senza adesioni pragmatiche ma vivendo pienamente i fermenti culturali europei. La produzione di circa sei tele ogni anno non era un limite ma un metodo, tanto che Springolo stesso affermava “Ho prodotto poco perché ho sempre lavorato tanto”.

Nino Springolo, Il Sile d’autunno, 1935.Olio su tavola, cm 63,5 × 77,8. Musei Civici di Treviso
Nino Springolo, Il Sile d’autunno, 1935.
Olio su tavola, cm 63,5 × 77,8. Musei Civici di Treviso

La mostra rappresenta l’occasione per approfondire una figura chiave del panorama artistico trevigiano, che ha saputo raccontare e racchiudere nella sua produzione la vivacità e il dinamismo dell’arte del Novecento.

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